Uno sviluppatore per lavorare in Italia deve conoscere 10 linguaggi di programmazione (e aver vissuto 150 anni).

23:00 di martedì 19 Febbraio 2013, Kijiji (sito by eBay), un annuncio recita più o meno così:

Cercasi web developer, con padronanza della lingua inglese, disponibile a spostarsi, che conosca gli strumenti di sviluppo di applicazioni mobile quali Android e iOS, Objective-C, Java, Web Services, C#, HTML/HTML5, CSS, jQuery, Ajax, PHP, MySQL, la programmazione ad oggetti e i design patterns, la padronanza dei framework e CMS più diffusi (ndr: quali sarebbero i frameworks più diffusi? Esistono dei frameworks più diffusi? Se si per quale linguaggio?). Avranno la precedenza coloro che conosceranno anche Unity3D e le metodologie di sviluppo Agile.

Gradita anche la conoscenza di 3D Studio Max o Maya e dei software di grafica più comuni (Photoshop, Illustrator) e di animazione (Flash).

Quindi, adesso, lasciatemi parlare. Questi tipi molto seri, che nell’annuncio non inseriscono nemmeno il compenso annuale/mensile (tipico dell’Italia), pretendono che un comune mortale che mediamente vive 70 anni, possa conoscere oltre 6 linguaggi di programmazione (parlo di conoscere seriamente un linguaggio di programmazione, non dopo aver letto gli how to di una qualche guida presa in edicola col giornale), e che possibilmente abbia conoscenza di un po’ di tutto… è persino gradita la conoscenza di 3D Studio Max o Maya, software di grafica 3D molto complessi che non hanno niente a che vedere con un developer (o quasi). Praticamente non si capisce perché cerchino un web developer che sviluppi ad esempio per iOS e Android (ma qual è l’attinenza???) e che abbia conoscenze di grafica 3D e 2D, quasi a volerti dire, programmerai un po’ di tutto, farai tutto tu il lavoro e ti occuperai anche dell’aspetto grafico di qualsiasi cosa tu faccia. Forse è uno scherzo?

All’estero le aziende cercano personale sempre più specializzato, che sappia fare “una sola cosa”, ma bene, d’altro canto in Italia, sembra che le cose viaggino nel senso opposto. Sarà perché qui si ragiona così, si preferisce risparmiare a discapito della qualità del prodotto finale (un ingegnere informatico appena assunto qui prende appena 24000 euro l’anno se gli va bene, in USA, si parte da 80000-85000 dollari, che fanno 7000 dollari al mese, al cambio attuale 5229 euro). Un informatico con tutte le conoscenze sopra citate dovrebbe quantomeno essere remunerato 200.000€ l’anno.. almeno.

Partendo dal presupposto che penso di conoscere il settore di cui parlo (quello Informatico), credo che la situazione italiana sia veramente critica. Chi assume non sa che personale cerca, chi cerca lavoro non sa da chi farsi assumere. Solo le grandi aziende a volte lavorano come si dovrebbe (Reply, Google, IBM, Intel, etc..) e sanno chi e cosa cercano (ma ci sono le dovute eccezioni).

E il bello sapete qual è? Che di annunci così la rete ne è piena, stra-piena! Mi viene quindi da chiedermi: ma in Italia veramente vogliono che ti rompi la schiena per prendere una laurea, espandere il più possibile le tue conoscenze, per poi avere delle competenze estreme che nessun altro ha e dover lavorare una vita come ultima ruota del carro, con un salario da impiegato alla posta (con tutto il rispetto per gli impiegati postali)? Se qualcuno nell’edilizia cerca di risparmiare sul materiale, nel mondo italiano dell’informatica qualcuno cerca di risparmiare sulle menti… a condizioni veramente estreme. Ma cosa pretendono? Vogliono la moglie ubriaca e la botte piena?

Personalmente parlando, non mi svenderò al primo offerente, e invito tantissimi colleghi a fare altrettanto. Manca il lavoro in Italia? No, mancano i datori di lavoro “onesti” che ti offrono una carriera promettente, un ambiente di lavoro frizzante e le giuste ricompense. E’ anche vero che il governo italiano salassa gli imprenditori di tasse, e questo non favorisce le assunzioni……  ….ma questa è un’altra storia.

 

104 thoughts on “Uno sviluppatore per lavorare in Italia deve conoscere 10 linguaggi di programmazione (e aver vissuto 150 anni).

  1. quoto in pieno ogni parola! all’estero ti chiedono di essere bravo (ma davvero bravo!) in 2-3 linguaggi (quelli che servono per i progetti in corso) dato che il programmatore farà solo il programmatore e non anche il web designer/mobile developer/seo/ecc… e sopratutto, oltre a specificare bene cosa cercano, specificano benissimo cosa offrono. In Italia la frase comune è “retribuzione commisurata all’esperienza”, che, se fosse vero, per chi conosce 10 linguaggi, l’esperienza dovrebbe equivalere a un tesoro (ma sappiamo che non è così). chi lavora nel campo informatico ed è bravo, queste offerte le evita come la peste (e se tutti facessero così, forse per queste aziende sarebbe più difficile trovare personale esperto e low budget)

    1. Scusate ma leggendo i vostri commenti mi sento di rispondervi….
      E’ possibile che voi programmatori continuiate a lamentarvi alla disperazione di stipendi da fame e richieste impossibili?
      Probabilmente mi prenderò una manica di insulti ma…..
      Sto cercando un programmatore da affiancare agli altri due che sono già in forza da me, non me ne importa nulla che abbia esperienza o meno se è laureato. Lavoriamo in ambito estremamente tecnologico, do la possibilità di crescere professionalmente, economicamente, ecc… eppure non trovo nessuno da poter prendere o che rispecchi almeno metà dei punti per riconoscere un buon programmatore.
      Gli unici un minimo validi chiedono stipendi da capogiro.
      Probabilmente sono io sfortunato ma se metto un annuncio in cui richiedo la conoscenza di C# ed SQL e mi rispondono in 3 persone quello che state continuando ad affermare non corrisponde a realtà.

      P.s. I colloqui li faccio io assieme ad un mio sviluppatore che ha 27 anni ma è estremamente brillante e quindi capace di capire chi ha di fronte.

      P.p.s. Non sono stato io a decidere di prendere un altro sviluppatore ma me lo ha richiesto lui e quindi ha tutto l’interesse a trovarlo.

      1. Il tuo discorso è in parte giusto… in parte perché ci sono alcuni punti dove mi permetterei di aggiungere giusto qualche cosina.

        Partiamo dalla frase:
        “Gli unici un minimo validi chiedono uno stipendio da capogiro”

        Non so adesso esattamente a quanto questo “capogiro” corrisponda in cifre, però trovo sia giusto che chiunque sappia il fatto suo e soprattutto sappia quali difficoltà comporti concretamente un determinato tipo di progetto che gli viene proposto, abbia diritto a chiedre una cifra adeguata allo sforzo, rispetto chi magari ha solo un’infarinatura dei concetti se non proprio 0.

        “Cerco persone che conoscano C# e SQL”
        Molto generico, in questi toni può presentarsi al colloquio chiunque, si parte da quello che ha sentito questi nomi giusto per caso, per arrivare a chi conosce giusto un po’ la sintassi del linguaggio ma magari non ha la più pallida idea di come funzioni un compilatore, cosa sia un framework, un’espressione regolare o un design pattern.
        Può capitarti lo sviluppatore che invece conosce tutto questo e inoltre conosce anche ogni singolo aspetto del .NET Framework, della OOP e del CLR e che usa senza problemi anche l’MVC/MVVM, IoC e la Dependency Injection.
        Il problema qui non è la conoscenza in sé, piuttosto quanto essa sia profonda e completa.
        A me sembra perfettamente lecito se un candidato con un bagaglio di conoscenze molto completo chieda qualcosa in più rispetto chi magari conosce il linguaggio, in questo caso C#, giusto perché ha scritto qualche applicazione magari su Console o WinForm, usando il linguaggio solo in stile procedurale a mo’ di C, come magari gli è stato insegnato a scuola.
        Just my 2 cents, eh, non intendo attaccare/offendere nessuno.

      2. “Gli unici un minimo validi chiedono stipendi da capogiro.”

        Definisci “stipendi da capogiro”.

        Qui in Polonia lavorando nelle aziende di outsourcing un non-laureato con esperienza lo pagano 2000 EUR netti al mese (8000 zlotech) e te ne servono 500 per vivere

      3. fai prima a prendere un programmatore indiano o pakistano, 30 euro al giorno e ti togli la paura. certo, il fusorario, il fatto di lavorare da un paese all’altro… ma cristo, viva la globalizzazione. Oppure prendi uno di noi (italians developer) e lo paghi dai 200 euro al giorno in su(giorni/uomo non giorni/schiavo). A 27 anni sa capire chi ha davanti… vabbè…………………. sisi, la terra è piatta. lavori in ambito fortemente tecnologico, certo, non credo che un panettiere o un giardiniere viene qui a leggere questo articolo (tutto vero tra l’altro)

      4. Eh no, mi scusi se Le rispondo così (non vorrei sembrare irriverente), ma concordo con quello che è scritto nell’articolo. Lei forse è in grado di fare colloqui ai candidati ma in molti casi le aziende chiedono conoscenze ad ampissimo spettro per poi fare il 20% di ciò che richiedono e pagare 1200-1500 al mese con partita iva perchè nono assumono più….
        Vogliamo parlare delle selezioni?
        si fissano su argomenti stupidi che non contano nulla e se non si è in grado di rispondere ad una o due domande allora, secondo loro, non si è idonei.
        Sto parlando di una persona esperta in programmazione da quasi 20 anni!
        ovviamente sono più attratti a far lavorare un/una giovane appena uscito /a da scuola e pagare poco perchè deve imparare, oppure gli fanno lo stage di 6 mesi/ 1 anno e non lo riconfermano…e intanto il lavoro è fatto

        le realtà sono diverse, e di persone che parlano chiaro e sono corrette sono sempre meno, forse Lei è un’eccezione.

      5. Già che scrivi mi serve uno sciluppatore c ed sql ti sei risposto da solo. Chi conosce sql non è uno sviluppatore ma un dba.

    2. Quanto è vera questa cosa, “retribuzione commisurata all’esperienza”…che ca**o vuol dire?? Se uno mi chiede 15 competenze e non è nemmeno disposto a dirmi quanto paga al centesimo non lo contatto neanche.

      Magari qualche opportunità c’è ma è la mentalità ad essere profondamente sbagliata, uno che cerca un candidato che deve sapere”Photoshop + Illustrator + InDesign(?!?), html5 + css3 + js + jquery + (inserire framework e CMS a caso), Ruby + Python + Objective C, avere nozioni di UX e UI design e saper sviluppare siti web e programmare applicazioni native”…beh scusatemi ma non sa nemmeno lui cosa cavolo cerca nel candidato e di cosa ha bisogno.

  2. Con questo argomento hai centrato un punto importante, molti datori di lavoro non sanno cosa gli serve e non sprecano nemmeno un minuto per chiedere a qualcuno che ne capisca qualcosa per scrivere un annuncio per esseri umani (perché di solito cercano alieni, traduttori con competenze seo 5 anni di esperienza, 3 lingue e sotto i 30 anni per STAGE). Manca solo che ci chiedono pulire la stanza e cucinargli la cena… Già che ci siamo…

  3. Ciao Paolo, ero pienamente d’accordo con il tuo articolo finché non hai citato le aziende.. Spero si sia trattato di un “errore di battitura”, perché nemmeno quelle che hai citato sono affatto affidabili (in particolare la prima).. intanto perché non è grande, e sicuramente non può essere citata a fianco di Google, e poi non è assolutamente vero che li ti assumono per le tue competenze. Trattandosi di un’azienda di consulenza l’importante è mettere persone “smart” che in un modo o nell’altro arrivano a risolvere i problemi, e li si che serve avere una visione a 360° su vari linguaggi e ambienti di sviluppo. Al contrario invece, proprio le piccole aziende (soprattutto software house) ti assumono se sei veramente “forte” in una determinata area.. Ma come ben sappiamo nessuno in Italia aprirebbe mai una startup. Purtroppo, come sta succedendo in qualunque settore, siamo costretti a fuggire all’estero se vogliamo avere riconosciute le nostre capacità….

    1. Ciao Armando. Come tu stesso hai detto, Replay sa cosa cerca, cerca persone smart da aggiungere all’organico che in genere non ha nessuna esperienza lavorativa. Siccome per esperienza personale mi sono sembrati abbastanza professionali e pagano discretamente al primo impiego (22-24 mila € l’anno da neo assunto con contratto di apprendistato) l’ho inclusa nel mio piccolo report. Ad ogni modo non si può considerare una piccola azienda (certo, non è ai livelli di Apple e Google) ma ha oltre 3000 dipendenti, è una multinazionale con diverse sedi nel mondo a tutti gli effetti.

      Come tu stesso dici, una piccola azienda in Italia ha bisogno di persone molto più specializzate, peccato che a volte non sanno neanche di cosa hanno bisogno. Penso sempre più spesso che affidino le assunzioni a qualcuno che si occupa di business e non ha la minima idea di chi dovrebbe assumere nel nostro campo per portare a termine i lavori.

      1. si Paolo questo è vero, ma se vuoi citare Reply non puoi non parlare di Accenture, bella o brutta che sia ha oltre 12mila dipendenti solo in Italia, e questa è davvero multinazionale.
        Fermo restando che stimo moltissimo Reply per il solo fatto che è italiana ed è una delle poche a portare bandiera italiana in Europa.

        Per il resto abbiamo tutti amici che hanno lavorato qui o li e hanno avuto esperienze contrastanti, ma il problema è che parla più facilmente chi si è trovato male di chi si trova bene..

        1. Reply si, ti paga tanto all’assunzione (i famosi 24000), ma quello che prendi inizialmente e’ quello che prenderai a vita finche non ti stufi e te ne vai.
          E’ un azienda grande, ma e’ meglio dire un gruppo grande che ben sa giocare all’italiana. E’ un gruppo di aziende, ognuna con meno di 250 dipendenti per non incorrere in seccature sindacali e favori fiscali. Non assume assolutamente personale qualificato, ma assume personale in genere, e sta a te cercare di farti spazio per lavorare con le tecnologie che preferisci, altrimenti ti fanno fare di tutto (io fui assunto all’epoca con 2 anni e mezzo di esperienza in tecnologie web java based e volevano mettermi a fare da subito lo sviluppatore pl/sql, me la sono scansata solo perche ho opposto resistenza).
          Le opportunita di carriera sono praticamente inesistenti, c’e gente assunta come junior e rimane junior per anni ovviamente facendo spesso il lavoro dei senior.
          Gioca molto sull’immagine, vuole sembrare la google italiana, e in questo sono veramente molto molto bravi ed e’ la chiave del loro successo (anche tra i clienti), ma dentro le cose stanno molto diversamente da come sembra da fuori.

          Fonte: ho lavorato in reply 3 anni e mezzo, ora vivo e lavoro all’estero.

          1. Reply assume neolaureati quando ha bisogno bruciante di qualcuno. Ma deve essere laureato con 103+: regola che serve a prevenire l’ingresso di cani e porci, visto che le assunzioni sono decentralizzate in parte.

            Però poi dentro si fa carriera con la fuffa e non con il codice, quindi non c’è una struttura che porta le persone a sviluppare competenze solide.

    2. il problema è anche il fatto che chi vuole fare startup a meno che non sia lui stesso un programmatore non sà nemmeno come e dove trovarli i programmatori bravi, ne ha modo di capire quali competenze gli servono. Probabilmente scrivono di tutto perchè non sanno davvero cosa gli serve o quante persone gli servano.

  4. Sono partito come sistemista, sono passato per la programmazione C sui moduli kernel e sono finito su Android e iPhone adesso.

    E dopo 3 anni ho la sensazione di saper fare tutto e non saper fare nulla.

  5. Date un occhio agli annunci di accenture, cercano anche neolaureati con 0 esperienza, per fortuna ci sono anche aziende realistiche che ti prendono da pulcino e ti fanno crescere loro!

    1. vero, come è anche vero che accenture i neolaureati li paga per sei mesi 300 euro al mese con la scusa dello stage, e poi si inizia da 900 per orari che sfiorano le 16 ore giornaliere

      1. ma quando mai?? io lavoro in Accenture da 2 anni, dopo 18 mesi contratto a tempo indeterminato, e dal primo mese ero sui 1200-1300 al mese

        1. Arma ma parli di ACN o ATS? ACN Consulting confermo gli importi +/- siamo lì (ma quella e consulenza) ATS (“banali” programmatori/ “Polli in batteria”) si viaggia sui poco più di 1100 euro da neo laureato.

          Si viaggia sui 1500 con anni (6/8) di anzianità e con una media di 12/15 ore di overtime mensili (meno di un ora al giorno per intenderci).

          Quello che c’è da meravigliarsi è che viene riconosciuta di più la figura del consulente che quella del programmatore. Il paradosso che l’80% delle volte il programmatore ricopre entrambe le figure portando comunque a casa il risultato, viceversa no!

  6. Il vero problema è che il programmatore non è mai stato ritenuto un mestiere, ma solo una cosa che basta avere la passione e chiunque la può fare.
    Ma siamo anche noi che non ci facciamo rispettare, non esiste un contratto di settore, non esiste un sindacato, siamo paragonati ad operai.

  7. Il problema è che in Italia siamo tutti (finti) consulenti, ti vendono e quindi vogliono avere la certezza di poterti vendere ovunque, a prezzo scontato, in qualunque situazione.
    Un CONSULENTE non prende 8€/h, un consulente prende 60/80€/h.

    Le aziende oggi vendono il tuo didietro e neanche ti danno la vasella.

  8. Sono completamente d’accordo, prentendono l’impossibile, non sanno nemmeno loro cosa vogliono e la cosa più bella e che non si sfottono a indicare il salario, a volte indicano che dipende dall’esperienza che uno ha, ma nemmeno mettono un valore minimo. Bah!
    Inoltre in certe aziende una volta assunto inizi a disimparare quello che sapevi sulle reti, sui protocolli di rete, sulla programmazione, i grafici UML e inizi a fare tutto in maniera approssimativa, sempre di più, perché non c’è organizzazione e non c’è un referente tecnico che ne sappia davvero e perché è così che richiedono che tu lavori.

    @Sim1 hai mai lavorato in Accenture? Provaci. Non farai altro nella vita, incluso il sabato e la domenica, festivi inclusi, meglio lavorare da Mc Donald a quel punto.

    @Gaetano è vero, ma è vero anche che le tecnologie diventano obsolete in un attimo, devi stare sempre ad aggiornarti, non c’è il tempo…

    1. molto interessante il tuo intervento e la tua tesi sulla “catena della mediocrità”. Temo però che la soluzione del programmatore etico sia corretta ma non porterà a grossi risultati.
      Il problema è che bastano pochi programmatori mediocri o non etici per innescare il vostro reale problema che è quello che in economia chiamiamo “adverse selection”. La soluzione stà nell’eliminare questa situazione attraverso alcuni sistemi di informazione e garanzia. Potreste ad esmpio utilizzare il vostro sindacato per creare una sorta di garanzia/certificazione. Io avrei alcuni suggerimenti ma non sò se sarebbero fattibili.
      A proposito: il problema è anche legato al fatto che per un “non programmatore” è quasi impossibile trovare e capire quali sono i programmatori bravi.
      Io ne cerco e sono finito su questo blog….

  9. Concordo appieno con ciò che sta scritto qui su , e oltretutto se mai dovessi lavorare usando 10 linguaggi diversi , grafica 2d e 3d progetti photoshop e adobe
    dovrei essere ripagato con del dovuto rispetto e denaro

  10. Ho lavorato sia in IBM che in Reply. Posso dirvi che lo stipendio base è quello citato. In IBM hai la possibilità di lavorare in un ambiente molto professionale, però ai giovani nn è lasciato spazio. C’è molto gioco di potere interno. Se tutto va bene, dopo 10 anni riesci a ricoprire un ruolo ambito (software architect, analista, …). L’ambiente nn è dei migliori, l’eta media è molto alta. L’integrazione è difficile.
    Reply è un’azienda molto dinamica, ti permette di crescere, però da solo. Devi essere capace di farti largo da solo. L’ambiente è molto aperto ed informale, immediato quasi. Non c’è distanza tra senior e neo-assunto o stagista. C’è molto riciclo d’informazione e se sei capace di cogliere le occasioni puoi imparare in fretta. L’unico problema è che la crescita dello stipendio è molto lenta, così come in IBM. L’unica differenza è che in IBM hai un sacco di convenzioni e rimborso delle spese mediche ecc.
    In accenture l’ambiente è molto formale, le persone sono stimolate alla competizione. È proprio il modello assunto assunto da accenture. La crescita dello stipendio è rapida (dipende dal settore), però la qualità di vita è scarsa (dovuto alle molte ore di lavoro). Le persone dopo 2 anni massimo cambiano azienda.
    È estremamente deprimente tutto ciò. I veri soldi li fanno le imprese, non i semplici lavoratori.

  11. Sull’assurdità delle richieste e sull’attitudine della maggior parte delle aziende italiane, ti do ragione, mai i tuoi dati sui compensi negli USA sono un po’ sfasati.

    Prima di tutto, il salario minimo è ben lontano dagli 80k di cui parli. In genere si comincia dai 55k, ma dipende molto dall’area geografica. Magari intorno a SF potrebbe essere 80k, ma devi anche contare che lì paghi 2k/mese di affitto per un monolocale.

    Inoltre, i salari qui si intendono lordi, per cui 80k/anno non sono 80k/12 al mese. Devi togliere tasse e assicurazioni varie.

    Per una comparazione migliore, dovresti confrontare quanto un’azienda paga per un dipendente in Italia e negli USA, e quando il dipendente prende ‘puliti’ in Italia e negli USA. Il mio sospetto è che negli USA ci sia meno differenza tra lordo e pulito, ma non ho fatto i conti (non che sia difficile farli, il sistema fiscale qui è molto più semplice).

    A titolo di esempio, il mio salario è di 60k, e puliti al mese mi arrivano intorno ai 4k. Che sono sicuramente piu di quanto possa sognarmi in Italia, ma un volta pagate tutte le bollette (e le assicurazioni: auto, medica, renters’) rimane giusto un pochino (intorno al centaio) da mettere da parte.
    Che è sempre meglio di quando stavo in Italia e non arrivavo a fine mese, ma non è che sguazzo nel lusso

  12. Parlo da un’esperienza di 3 anni in società di consulenza onestamente mi ha fatto sorridere anche a me vedere una società di consulenza citate al pari di Google… Ci sarebbero Engineering, Accenture, Capgemini tra le multinazionali veramente più serie in Italia con una forte gerarchizzazione, poi le altre come Reply,Fincons, Exprivia, Pride, Elsag, Aive, si san vendere bene ma spesso da developer ti ritrovi a far Team leader senza neanche riconoscerti un ruolo senior.. stendiamo poi un velo pietoso sui contratti co co pro,apprendistato e inserimento quelle RAL di 24k piu o meno le tieni a vita per 4-5 anni finché non te ne vai.
    Fattore che spesso però ci dimentichiamo nel confronto con gli altri stati è che
    le RAL li sono lorde vanno tolti i contributi che in Italia sono ‘solo’ al 26% a carico del dipendente li invece devi versarti tutti i contributi che oscillano in base al paese tra il 35% e il 45% della RAL, devi pagarti le assicurazioni sanitarie e sarebbe bene anche confrontare il costo della vita… Sicuramente avanza qualcosina,ma come diceva Flavio non navighi nell’oro.
    C’è da considerare che al lordo uno stipendio da 24k in Italia sarebbe come una retribuzione di 50k per l’azienza nei costi commerciali sebbene a noi entrino in tasca 70 euro al giorno o poco più,per l’azienda costiamo esattamente il doppio 150 euro…
    Ecco cosa affoga l’economia italiana e perchè gli aumenti di stipendio sono solo utopia o perchè le aziende alla fine cercano di usare qualsiasi tipo di contratto alternativo per fregare noi e per sopravvivere loro…

  13. io so fare tutto quello che hanno chiesto inoltre posso aggiungere:

    so fare bene la lasagna e nel tempo libero mi occupo di riparazione motori, idraulica , impianti elettrici ed infine ho anche un ottima conoscenza dell’ignoto…..

  14. Ciao, secondo me hai centrato poco il punto del discorso sbgliando di fatto le tue sopposizioni: l’annuncio cerca un senior. Nient’altro. Un seniro quelle cose le sa benissimo ed è capace ad adattarsi ad ogni linguaggio e, se è senior li ha già incontrati altre volte. Sviluppare in c++, objc, java, c# è sla stessa cosa te lo assicuro. Inoltre per esempio io ho sviluppato un motore grafico 3d per videogiochi e per forza devi saper usare anche maya e 3ds per l’interfacciamento tra i plugins dei suddetti ed il tuo codice così come Unity e cosi anche come le metodologie di sviluppo ed i patterns. Ok, forse dovevano scriverlo meglio partendo con un “Cerchiamo programmatore senior” ma il succo è quello.

    ciao
    daniele

    1. Ciao Daniele,
      io la penso così, il titolo “Cerchiamo programmatore senior” non vuol dire proprio nulla, a causa della parola “programmatore”, che di per se non vuol dire proprio nulla, ed è un termine assai generico.
      Se io sono un programmatore senior , è ho parecchi anni di esperienza in un determinato settore, ad esempio, sono uno sviluppatore di driver per stampanti, e lavoro in C tutti i giorni da 15 anni. Questo non implica che io sia in grado di andare a sviluppare giochi in ActionScript. Si , data la persona che sono, potrei adattarmi, ma non sarei senior in quell’altro settore. E’ un discorso di settori.
      Tra l’altro l’annuncio iniziale accosta PHP a 3D Studio Max, che non è proprio la stessa cosa!
      Lo stesso esempio lo puoi fare con il seguente titolo. “Cerchiamo un ingegnere senior”. Secondo te ha senso? In altri termini, se sono un ingegnere biochimico, domani potrei tranquillamente andare a lavorare in aerospaziale?
      Io penso di no, ma è una mia personale opinione.
      Ciao

    2. ciao daniele. ti interessa far parte dello sviluppo di una applicazione per mobile? se ottengo il finanziamento si parla di circa 100k

  15. CITAZIONE DALL’INTERVISTA DI “DANIELE FERLA”

    Torneresti sui tuoi passi? Torneresti a lavorare come dipendente presso un’azienda di programmazione software?
    Se tornerei indietro? Non credo. Non tanto perché essere un libero professionista da un senso di libertà ma perché la mia mente ora è cambiata: ogni cosa che faccio ed ogni decisione che prendo è in funzione di una scelta che viene da dentro e fa parte di me… forse da sempre.

    SEI UN BUFFONE, NON TORNERESTI INDIETRO PERCHE’ NON VUOI FARE PIÙ LO SCOPINO E FAI LA MORALE QUI DICENDO CHE UN SENIOR SA FARE TUTTO COME LO SAI FARE TU….NON TORNERESTI INDIETRO PERCHE’ NON VUOI FARE PIÙ 16 ORE E PASSA AL GIORNO DI LAVORO MAL RETRIBUITO DOVE DEVI SAPER FARE L’IRA DI DIO…
    BABBO DII LA VERITA’, TI SEI MESSO IN PROPRIO PERCHE’ ALMENO COSÌ ANCHE SE PRENDI UNO STIPENDIO DA FAME FAI QUELLO CHE VUOI E CIÒ CHE TI PIACE SENZA AMMAZZARTI DIETRO UN PC A SVOGLIARE MANUALI E GUIDE PER RICORDARSI COME SI PROGRAMMA CON UNO O CON L’ALTRO LINGUAGGIO….

  16. Il problema di fondo è la mentalità dell’imprenditore ( o presunto tale) italiano. Mi riferisco ovviamente al settore informatico.
    Non si ha la competenza per pubblicare un annuncio. Chi non è programmatore professionista, non può e non deve pubblicare annunci di lavoro perchè ciò che ne risulterebbe, sfiorerebbe la follia pura. Ognuno deve fare il proprio mestiere. Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Non ci può improvvisare programmatori dall’oggi al domani. Servono studio continuo e passione vera per sviluppare software che funzionino a dovere. E’ vergognoso che in questa nazione, non esista un contratto nazionale per il settore IT. Come è possibile assumere un programmatore alla stregua di un metalmeccanico (con tutto il rispetto per i metalmeccanici ovviamente)? Ma dove andremo a finire? Poi ci si lamenta che esistono software ciofeca sul mercato e te credo! Sfido chiunque a lavorare per una miseria molte ore al giorno e ricevere continuamente umiliazioni e vessazioni continue. La colpa è SEMPRE del programmatore. Mi spiace ma i fattori in gioco sono molteplici….

  17. Già che scrivi qual è con l’apostrofo significa che non conosci l’italiano, ed infatti il tuo articolo seppur d’articolo possa mai parlarsi, fa acqua da tutte le parti. La parola conoscenza, in italiano non significa “essere specializzati nel campo” qui si cerca una persona che abbia delle conoscenze, non una persona che sappia programmare “from scratch”, come si dice nel campo, un’applicativo. Avere conoscenze di iOs e di Android, nel web 3.0, è un must, al giorno d’oggi, il 90% dei siti sono fatti come webapp (responsive).

    Se mi parli di grandi aziende, ti dico anche che oltre al personale superqualificato le grandi aziende hanno bisogno anche di altre persone che sono degli esperti informatici “a tutto tondo”, quando si gestiscono progetti complessi servono persone che sappiano “smanettare” su tutti i linguaggi che compongono il progetto (sto parlando di applicazioni che sfruttano ajax, jquery, php, MySql/sqllite, obj-c, html5, css3 ed ora qualcosa dei css4, less, ruby on rails, etc..).

    Riguardo ai framework più utilizzati, bhe caro mio, sono risaputi e sono: UIKit, Jquery, bootstrap, Helixir, Gantry… ma non ti chiedono di riprogrammarli (anche perché non servirebbe ad un ciufolo) ti stan chiedendo di utilizzarli, quindi sapere i componenti che prevedono, come richiamarli tramite scripts e potrei continuare per ore.

    Riguardo all’esserti spaccato la schiena sulla sedia per studiare, ti dico, seconodo te gente che programma e magari non ha conseguito una laurea per farlo sa meno di te?

    Inoltre per come funziona l’istruzione italiana, tu, una volta che hai conseguito la laurea in informatica non sai un beneamato cavolo, perché i corsi sia di procedurale che di oggetti, non vanno oltre lo sviluppare una calcolatrice (neppure scientifica), e ti danno delle conoscenze teoriche, che appena uscito dalla tua bella universitarina puoi anche buttare al cesso, perché se sei del campo sai che giorno dopo giorno devi tenerti aggiornato ed auto-formarti (dimmi uno solo dei corsi di informatica dove invece di java che è strafottutamente sorpassato, lento ed obsoleto, per il web ti facciano usare il binomio php 5 e mysql, ti parlino di azure o di coldfusion manager, che, per i siti delle tue tanto decantate grandi aziende, sono le piattaforme utilizzate, altro che java! scusami ma è un linguaggio che odio, è meglio c# di java, quasi!).

    A ragazzì, poi stai dicendo l’ultima castroneria, vuoi i link delle sezioni “we are hiring” dei colossi del web e di quello che richiedono ad uno sviluppatore?

    Innanzitutto si dovrebbe distinguere tra front-end e back-end, ed in ogni caso, caro mio, per essere uno sviluppatore front-end queste sono le conoscenze necessarie: jquery, uikit, html5, css3, css3 animation, data queries, ajax, php, photoshop, illustrator, protocolli di streaming e web service (per mantenermi basso, ma dovrei aggiungere molto altro, te lo assicuro!)…

    e queste conoscenze devi acquisirle e lo si fa con il tempo, quando lavori come programmatore avrai sempre a che fare con cose che non conosci, e per questo che esistono cose tipo stackoverflow, google code o github, occhei?

    questo articolo fa veramente schifo, e tu, a mio avviso, o in italia o in germania, o in africa, un lavoro come programmatore, da me, non lo avresti mai, saluti, piccolo!

    ps. se vuoi sviluppare qualcosa da zero fatti assumere nel campo della ricerca, quando devi dare un prodotto ad un cliente devi lavorare sempre su cose che già esistono, prendere pezzi a destra e sinistra ed assemblarli, non lavorerai mai su un progetto ex-novo, ammenocché non si tratti di app innovative per dispositivi (sia mobili che fissi) ed anche la esistono milioni di righe di codiche che svolgono compiti o eseguono algoritmi che utilizzerai, e non certo li avrai sviluppati tutti tu!

    scendi dal piedistallo bello, e buttati nella mischia, che me sa, che tante mazzate ti aspettano, e soprattutto tanta pratica e auto-formazione, e perché no anche tutorial su internet o domande su forums, fly down bello, flydown!

    1. Caro “fucked mind”, direi che il tuo nickname descrive bene il tuo stato. Lascio da parte la tua saccenteria, e ti rispondo (anche se ciò mi comporta una perdita di tempo).
      Come ho anche riportato nel mio articolo, è vero che le aziende cercano personale qualificato, e quel tuo “a tutto tondo”, non credo di intenderlo per come lo intendi tu. Anzitutto, perché come qualcuno continua a dire (a ragione), puoi conoscere più linguaggi, ma quando ti metteranno a lavorare seriamente su un progetto, tu ti occuperai di un modulo, che quasi sicuramente è realizzato con un solo linguaggio… 2, 3 al massimo? Non so tu dove abbia lavorato, ma nei progetti complessi vi è un team, e ogni componente del team si occupa di una parte specifica del progetto, e se tu domani vieni assunto da Dropbox, Facebook, Google, ritieniti fortunato se c’è qualcuno prima di te che ha realizzato delle API che ti concedono di lavorare senza conoscere ciò che c’è dietro (lo hai detto pure tu). Se sei un informatico a tutto tondo, per come lo intendo io, ciò significa che se un giorno ti ritrovi a rispondere alla domanda “Come implementeresti Twitter?”, sapresti rispondere a dovere, con tutti i problemi che concernono la scalabilità, etc…
      Non ho ben compreso come hai fatto ad “estrapolare” l’informazione su quale siano i framework più utilizzati… certo, se realizzi un’app iOS al 99% dei casi utilizzerai UIKit, ma non penso ci sia bisogno di sottolinearlo. Stai facendo una gran confusione secondo me.
      Ti parlo della questione Laurea: son d’accordo con te (parzialmente..), ma se un giorno ti ritroverai a dover compere per un posto di lavoro con un neolaureato, assicurati che quest’ultimo non abbia fatto dell’esperienza prima o nel mentre della laurea, potresti trovarti in un brutto guaio. Posso confermarti personalmente che vi sono colleghi che non hanno la ben che minima idea di cosa li aspetti li fuori, ma c’è qualcun altro che si sta facendo un “culo” così (scusa il termine) per emergere, e ti assicuro, che rispetto a tutti colore che già lavorano e sono professionisti affermarti, non hanno nulla da dimostrare.

      Conosco fin troppo bene i siti delle grosse multinazionali che assumono, e ti stai contraddicendo, per l’appunto. Vai a vedere cosa cercano. Ti linko qualcosa:
      http://cl.ly/041E3w46292O
      http://cl.ly/2w1E1R1P2y0h
      http://cl.ly/0X411N121U0h
      http://cl.ly/1e3y2I2i0n0l

      Dici: “quando lavori da programmatore, avrai sempre delle cose che non conosci”. E chi ha mai detto il contrario, anzi… voglio evidenziare questa tua affermazione, IT’S TRUE!

      Direi che non ho nient’altro da aggiungere, poi non hai fatto altro che sparare a zero 🙂 tu dice a me fly down… forse dovresti farlo anche tu. Buona giornata! 😉

      1. sai cosa, sono le 17.45 di domenica sera, io, a differenza tua sto lavorando su un progetto che mi sta facendo impazzire, non sono saccente al massimo potevo parer cinico. A chi sottolinea la mia presunta azione di “trollaggio” nun glie rispondo manco, potrebbe poter provare a defecare in una stanza del vento e vedere se lo aggrada il suo nuovo fondotinta ma non mi dilungo. Vuoi uscire nel campo, ti auguro tutto il bene, vedo il lavoro come una passione e anche se non sono retribuito a pieno mi diverto, tant’è che sto a casa ora, ma voglio chiudere sta cosa, perché mi piace, è eccitante, mi rende orgoglioso. Senza troppi fronzoli, poi, non credo che i grandi colossi del web, almeno per quello che intendo io, e, forse, anche l’annuncio siano aziende tipo “Google”, si certo google è grande, ma qui si parla, almeno da quello che ho capito, di altri progetti, e ti assicuro che anche google etc. usa frameworks.
        il business si sta pian piano spostando ed il web evolve con lui…
        Se cerchi di uscire, in ultimo, pensa a progetti di gruppo, agli hub sociali.
        Da dove ho cacciato questa cosa dei framework più diffusi? si sta parlando di web, cerca ciò che vuoi su google ed inizia, con firebug, a vederti come sono scritti siti, webapp e via discorrendo, bene, una volta capito saprai i framework che utilizzano, bene, da li il passo e breve. buona ricerca se non ti fidi e credi davvero che io sia un troll.

        a bien tot!

        anzi meglio, passo e chiudo va.

        buon blogging (masturbazione mentale) yo me voy trabajar!

        1. ma poi con uno che usa wordpress come piattaforma, me devo mette a perde tempo? secondo te chi deve far interagire tutti i framework ed i linguaggi che usa anche solo un semplicissimo template non debba perlomeno saperli “leggere” e sapergli “far comprendere” ciò che lui “vuole che facciano” in quest’origia di script che è il web 3.0?
          mamma quanta saccenza, ma da parte tua, non mia! Il bue chiama cornuto l’asino…

        2. “Da dove ho cacciato questa cosa dei framework più diffusi? si sta parlando di web, cerca ciò che vuoi su google ed inizia, con firebug, a vederti come sono scritti siti, webapp e via discorrendo, bene, una volta capito saprai i framework che utilizzano, bene, da li il passo e breve. buona ricerca se non ti fidi e credi davvero che io sia un troll.”

          Certo perchè con firebug vedi i framework utilizzati 🙂 Magari il codice che vedi con firebug è già stato interpretato?

          Basta questa frase per capire che non sai neanche di cosa stai parlando…studia un po va….

    2. Io non ho letto neanche tutto… mi sono fermato subito. Ti lamenti della mancata conoscenza dell’italiano per un “qual’è” e poi cadi anche tu sull’apostrofo scrivendo “un’applicativo”… 100 punti a Grifondoro!

    3. potevi essere anche meno aggressivo….flydown lo dice chi non sa l’inglese, ammenocchè lo scrive chi non sa l’italiano….mi sa che se cerchi uno che deve scendere dal piedistallo lo trovi guardandoti allo specchio…

  18. sai cosa, sono le 17.45 di domenica sera, io, a differenza tua sto lavorando su un progetto che mi sta facendo impazzire, non sono saccente al massimo potevo parer cinico. A chi sottolinea la mia presunta azione di “trollaggio” nun glie rispondo manco, potrebbe poter provare a defecare in una stanza del vento e vedere se lo aggrada il suo nuovo fondotinta ma non mi dilungo. Vuoi uscire nel campo, ti auguro tutto il bene, vedo il lavoro come una passione e anche se non sono retribuito a pieno mi diverto, tant’è che sto a casa ora, ma voglio chiudere sta cosa, perché mi piace, è eccitante, mi rende orgoglioso. Senza troppi fronzoli, poi, non credo che i grandi colossi del web, almeno per quello che intendo io, e, forse, anche l’annuncio siano aziende tipo “Google”, si certo google è grande, ma qui si parla, almeno da quello che ho capito, di altri progetti, e ti assicuro che anche google etc. usa frameworks.
    il business si sta pian piano spostando ed il web evolve con lui…
    Se cerchi di uscire, in ultimo, pensa a progetti di gruppo, agli hub sociali.
    Da dove ho cacciato questa cosa dei framework più diffusi? si sta parlando di web, cerca ciò che vuoi su google ed inizia, con firebug, a vederti come sono scritti siti, webapp e via discorrendo, bene, una volta capito saprai i framework che utilizzano, bene, da li il passo e breve. buona ricerca se non ti fidi e credi davvero che io sia un troll.

    a bien tot!

    1. le 17.45 di domenica sera e stai lavorando ad un progetto che ti sta facendo impazzire…sfigato…ora si spiega tutto :D:D:D

  19. Ciao!Questo è verissimo. Nel mondo del lavoro,per prima cosa devi avere le conoscenze di base:Database Sql-Oracle,c,c++,hardware,sistemi operativi,java,matematica,algoritmi e strutture dati,ingegneria del software. Questo ben o male,per essere considerato un minimo programmatore devi saperlo. Cosa quindi che si può imparare i 3 anni di uni,oppure iniziando da tirocinante e man mano in un ditta(dipende sempre se la ditta è disposta ad insegnarti qualcosa)…Quindi dopo tutto questo studio,ti chiedono 4 o 5 linguaggi…E una cosa impossibile!!!Cioè io capisco che oltre alle conoscenze citate magari ci metti php,java con qualche framework e magari java Android..Ma oltre a questo ad una persona di 22 anni,cosa puoi chiedere??Le ditte invece in Italia,oltre alle conoscenze citate di base,ti chiedono 5 linguaggi diversi e non a livello superficiale e poi ti pagano 1200€ o 1000€. Avere una tale conoscenza, ha 20 anni e praticamente impossibile,proprio per il tempo materiale e se riesci ad averla,ti pagano quanto una segretaria che magari ha appena finito le superiori..Questo demotiva abbastanza

  20. Sono tutte “cazzate”, passatemi il termine, il problema principale è che uno che ritiene di essere un professionista preparato, debba aspettare altri che gli diano un lavoro… Non solo debba aspettare gente che non ha idea di quello che deve fare il fantomatico “laureato del giorno d’oggi” (passatemi anche questo neologismo).Il mondo informatico e lo sviluppo non richiede grandi investimenti, siate imprenditori di voi stessi allora.
    Se siete preparati faranno presto a notarvi, e a chiamarvi e avrete proposte nuove tutti i giorni, nella vita non serve ne copiare ne la sufficienza, non serve nemmeno il vittimismo…
    Il mio consiglio è asciugatevi le lacrime e iniziate a dimostrare cosa valete XD

  21. Io condivido le idee di base. Chiederei solo all’autore di modificare il titolo perché si presta a critiche: sembra che l’annuncio richieda 10 linguaggi di programmazione mentre si parla di strumenti di sviluppo, come poi riportato correttamente nel testo. Io capisco l’intenzione dell’iperbole del titolo dall’espressione dei 150 anni, converrebbe anche esagerare anche sul numero di linguaggi (es. 100 o meglio tantissimi ma non 10).

  22. MA ancora state a lavorare per l’Italia?Io lavoro felicemente da casa per una startup canadese, sono pagato molto bene ( per gli standard italiani ) e non devo sorbirmi tutte quelle storture dell’Italia tipo i Project Manager. Se a programmare sei bravo, trovi lavoro da remoto in 10 giorni, fidati.

  23. @the Pirate
    Sono perfettamente d’accordo con lui…

    Io lavoro in Italia, lavoro bene e ho fatto la mia crescita professionale.

    Certo non avremo mai le RAL estere, ma si può andare avanti, impegnandosi facendosi notare, e avendo il coraggio di lasciare dei contratti a tempo indeterminato quando nel lavoro che si fa non si impara più nulla.

    io l’ho fatto più di una volta e ne sono felice

  24. Una considerazione:
    chi pubblica un annuncio del genere e` nel 99% dei casi una piccola azienda che tenta di trovare il programmatore universale pensando di risparmiare: per la serie, ne trovo uno che sa tutto cosi` basta lui e io risparmio.

    E quindi nel 99% dei casi risponderanno persone che dicono di conoscere questo o quel linguaggio perche` hanno letto due minuti una guida su qualche rivista da due soldi o su qualche sito internet. Persone del genere sono una piaga per il mercato del lavoro (parlo sia degli inserzionisti sia di quelli che rispondono). Abbassano il valore del programmatore bravo, producono software secondo il paradigma ‘basta che funziona’ (peccato che poi non funziona quasi mai).

    Solo una piccola nota a margine: la mia azienda (di cui non faccio nome, non ci interessa lo spam) pubblica annunci dignitosi con offerte dignitose ma ahime` siamo pieni di risponste dai presunti tuttologi informatici che puntualmente vengono scartati.

    Altra piccola nota a margine: mi e` capitato di lavorare all’estero per un certo periodo, in questo caso mai e` stato piu` vero il detto che l’erba del vicino e` sempre piu` verde. Nemmeno altrove le cose sono cosi` belle come immaginiamo.

    un saluto a tutti!

    1. ringriaziamo le piccole aziende perché escono fuori dalle logiche della globalizzazione, ringraziamo i piccoli programmatori che hanno permesso all’open source di prender piede, non ringraziamo le grandi aziende, che sviluppano SW chiusi e che spesso non funzionano al contrario di quanto tu sostenga. Il programmatore bravo non afferma di essere bravo e non scarta l’apprendimento qualunque esso sia, anche su un sito internet o una rivista da due soldi, ma soprattutto un programmatore bravo all’annuncio della tua azienda non risponde, perché magari ha la testa aperta, è pronto a “conoscere” e non “essere esperto” di più linguaggi. Magari il programmatore bravo sviluppa un sito che giri su tutti i browser per tutti i sistemi operativi (+ o – bene, garantendo almeno la sua fruibilità), mentre il programmatore della grande azienda il suo sito ti impone di visualizzarlo tramite chrome o tramite IE (ammenoché tu non voglia visualizzarlo con colori e stili del 1997). Ah consiglio alla tua grande azienda di continuare a scartare questi fantomatici tuttologhi informatici, perché oramai il mondo sta cambiando, così potrà chiudere e lasciare spazio a questi fantomatici tuttologhi informatici che le cose, bene o male, le fanno funzionare. quanta saccenza, solo saccenza, troppa saccenza!

  25. Io sono un consulente, e fidati che alcuni programmatori, non vanno oltre al semplice compila e via in batteria.

    Un programmatore puo’ essere un buon consulente, come un consulente puo’ essere un buon programmatore. Ma assolutamente mai, una cosa è anche l’altra… senza togliere nulla a nessuno dei due.

  26. Ciao ragazzi. Vi parlo della mia esperienza. Ad Agosto ho fatto le valigie e sono andato in UK.
    Il compenso per un neo assunto, non il mio caso, e’ di 1700£ nette al mese che sono 25k£ lordi circa.

    Non esistono aziende di consulenza nella vasta misura come in Italia, non esistono proprio se non in settori molto ristretti tipo Banking. Esistono recluter che prendono un buon fees per voi solo se sei valido, quindi scartano a priori i fannulloni.
    Ho incontrato molti ragazzi, anche molto giovani, soprattutto dell’est che vendono le loro competenze e il loro perfetto inglese per 350-400£ al giorno, senza passare da intermediari, tipo Reply. Tutto perche’ qui se hai una tua posizione fiscale (VAT o P. IVA che sia) sei tu a venderti, non un qualcuno che ti subaffitta e ti sfrutta. Certo sei da solo nel mondo del lavoro e non hai uno stipendio fisso e per molti noi ITALIANI questo e’ inaccettabile.

    Il sistema di questi sistemi, subcontratti e scatole cinesi, molto ITALIANE e’ quello che per noi developer in generale abbassa sia la qualita’ che lo stipendio. Ho lavorato per aziende di consulenze anche grandi e dopo anni mi ero stufato, ho cercato una realta’ che mi ha fatto crescere senza cercar di formarmi a suo piacimento. Sicuramente in questi anni ho preso meno di un consulente ma ne e’ valsa la pena.

    Il problema non sono le competenze ma come vieni venduta la tua figura al cliente finale da intermediari, quasi sempre sei un super guru, che si prendono il 350-400 almeno al giorno per te… developer… ma che ti danno le briciole.

    Il problema non sono i 10 linguaggi richiesti in ogni forma di annuncio in internet ma e’ la voglia di crescere anche personalmente (non sono giovane e non mi sono fermato nella mia crescita professionale solo perche’ il mio lavoro me lo imponeva). Valutate ogni singolo post, cercate di farvi piu’ social e piu’ smart. Tenete sempre aggiornato e vivo ogni singolo vs account, soprattutto github che e’ fonte di giudizio ultimo in fase di recluting… consiglio… mettetelo sul vs profilo linkedin.

    Mettetevi in gioco e se non trovate piu’ spazi adatti EMIGRATE.

    Realmente in italia e’ impossibile fare una famiglia con un contratto da developer, qui in UK e’ piu’ che possibile.

  27. Parlo per esperienza personale, lavoro nel settore da 14 anni e posso dire tranquillamente di conoscere bene tutti i linguaggi indicati nell’annuncio, conosco sicuramente bene diverse piattaforme CMS, utilizzo Photoshop, ho sviluppato anche in Flash. Ho delle ottime competenze sistemistiche e di networking. Sono un alieno? No, credo di essere un qualsiasi informatico, uno dei tanti in questo mondo appassionati e curiosi. Di tutte le mie competenze, solo alcune di queste sono spendibili in ambito professionale, ma sono sicuro che sarei in grado di adattarmi velocemente alle moltissime sfaccettature dell’IT.
    Odio profondamente gli annunci di lavoro ed in particolare quelli del nostro settore, come odio le agenzie interinali e peggio ancora gli Head Hunter italiani perchè sono totalmente incapaci di valutare le competenze di un buon informatico. A questo aggiungi la facilità con cui ci si improvvisa nel nostro lavoro e capisci subito le difficoltà.

    Detto questo, mi permetto di farti notare che i tuoi paragoni sui compensi sono totalmente fuori dal mondo!
    Primo un Ingegnere informatico di primo pelo non ha quelle competenze.
    Inoltre lo stipendio “base” per un neo in italia, di 24.000€ lordi è paragonabile al medesimo stipendio USA cioè di circa 38.000$ che al cambio fanno circa 28.000€ con una bella differenza che è la copertura sanitaria e le ferie retribuite (questo in italia, al primo posto come sistema SSN).
    Sinceramente ho diversi contatti in USA e non ho mai sentito di programmatori con compensi di quel livello, se non a livelli ben più elevati.
    Inoltre, tutti i paragoni che si fanno continuamente tra italia e resto del mondo per quanto riguarda il mercato del lavoro, secondo me non sono attendibili. I mercati sono completamente diversi. All’estero c’è una flessibilità (sia dei datori che dei dipendenti) che in italia ci scordiamo. Per non parlare del sistema bancario a supporto dei nuovi dipendenti e per non parlare infine di sanità e ferie. Le realtà sono così diverse che non si possono proprio confrontare.

    1. Ciao ti interessa lavorare allo sviluppo di un app nativa per ios e android. Inoltre dovresti aiutarmi a mettere su un team di persone con le competenze adatte, dato che ovviamente non ti chiedo di sviluppare tutto il progetto da solo. Il compenso sarà a tua scelta a ore oppure una quota della startup.

  28. La soluzione è diventare “remote workers”, lavorare in remoto con aziende estere. Non tutti i lavori ti permettono di lavorare dall’ Italia senza emigrare.

    Poi comunque ci sono anche aziende italiane serie, ma gli annunci di lavoro nostrani sono davvero imbarazzanti, cercano compentenze a caso, non specificano il budget, cercano sviluppatori con 10 anni di esperienza su tecnologie che esistono da 4.. e poi magari vanno anche lamentarsi coi giornalisti che non trovano le competenze

  29. Quoto quasi tutto l’articolo e i commenti, anche se con qualche piccola contrarietà su cui però non voglio dilungarmi.
    La soluzione ? Libero mercato. Apri tu una software house e inizia a lavorare come pensi sia giusto. Poi forse capirai, oppure farai meglio degli altri.
    Si tratta di fare un salto di mentalità.
    Un salto generazionale c’è già stato: 10-15 anni fa era pieno di piccole software houses che più che programmatori avevano ragionieri: unico linguaggio conosciuto era visual basic e visual foxpro. Ora fortunatamente le capacità richieste al programmatore sono aumentate, e questo non guasta per il prodotto finale e l’aumento di intelligenza media.
    Il prossimo salto generazionale avverrà quando finalmente si capirà che per fare un software non basta un programmatore, ma servono molte altre professionalità che non possono essere tutte presenti nella stessa persona. Da un esperto di usabilità (ops… user experience), uno di grafica, un project manager, dei tester, e pure dei venditori o persone di marketing per venderlo. E’ come quando si costruisce una casa: il progettista ha certe competenze, i muratori ne hanno altre, elettricista e idraulico altre ancora.
    Senza questa presa di coscienza, continueremo a vedere annunci come quello sopra, dove si cerca “il programmatore” che però deve anche farsi il rendering 3D, la gestione del progetto, l’analisi, il testing, la vendita, la fatturazione e tutto quanto altro. Sì, c’è qualche genio che lo può fare dopo 20 anni di esperienza, ma sono veramente in pochi e altamente insufficienti per la produzione di software necessaria in Italia.
    Insomma: manca organizzazione ma ai bassi livelli. Iniziate voi dando il buon esempio.

    1. In realtà questo concetto è diffuso anche all’estero…in un certo senso.

      Si applica alle cosiddette startup che vanno tanto di moda negli ultimi anni.
      Negli annunci di lavoro viene spesso richiesta la facoltà di “wear several hats”.

      La neo-azienda non ha fondi sufficienti per pagare diverse figure, quindi paga un programmatore (un po’ di piú del normale prezzo di mercato) che riesce a districarsi dal marketing al BE, passando per design e UX/UI, tutto gestito Agile… perché se non è Kanban o Scrum non è figo 😉

      Ho lavorato per diverse startup in giro per l’Europa, e non ho visto grandi differenze con l’Italia a livello di requisiti (ripeto: ambiente startup).

      L’unica “sottile” differenza è il salario, e la valorizzazione del dipendente 😀

  30. Cari programmatori. Informatevi prima di iscrivervi all’università. E’ evidente che in un paese dove studiare è praticamente gratuito (non così negli USA), la conseguenza è che il mercato del lavoro è pieno di gente che accetta qualsiasi condizione pur di iniziare, e soprattutto sopravvivere. E’ la legge della domanda e dell’offerta. Se l’offerta è cosi cogliona da non informarsi prima di intraprendere la carriera di informatico….. La colpa è solo vostra.
    Andate nei paesi dove studiare costa caro, e la musica cambia, si ereditano tutti i vantaggi di operare in un contesto meno calabrache, formato da operatori informatici abbastanza solidi economicamente (middle classes), da potersi permettere di rifiutare un impiego al di sotto di certi livelli minimi, dannosi per la propria carriera e reputazione professionale.
    Pertanto… andate a quel paese e vedrete….

  31. sono anni che dico le stesse identiche cose,scritte anche sul mio blog che avevo aperto proprio per questo, laurea in informatica e master in java, secondo voi posso dire di sapere java?? noooo che non lo conosco! già dietro un linguaggio c’è il mondo!!!!
    questi ignoranti di merda in italia (sono stato all’estero anche e non è così) vogliono chi fa il lavoro sporco e cercano persone umanamente impossibili da trovare (non esiste nessuno al mondo che sa bene tutta sta roba, neanche un linguaggio non si finisce mai di impararlo) poi di certo i “guru” non si rompono la testa per 1000 euro al mese in italia ma stanno a silicon valley a guadagnare pacche di soldi con macchina aziendale, tel, pc etc etc..benefit di ogni tipo
    anche chi scrive gli annunci è un coglione perché non sa quello che scrive (pure se è un segretario o altro…) che tristezza!

  32. Bell’articolo! Sembra assurdo, ma è il vero.

    Purtroppo la situazione in Italia peggiora di anno in anno. Essendo bloccata negli anni ’80, non si rende conto dell’importanza del nostro settore. Programmatori molto validi, devono affrontare situazioni e umiliazioni difficili da comprendere per chi vive all’estero.

    Tanto per fare un esempio, un mio collega rumeno, quando gli ho detto che prendevo 950 Euro in Italia, s’è messo a ridere…rispondendomi che lui prendeva 2400 in Romania…e veniva trattato con rispetto in azienda.

    Ho aperto da poco un blog con lo scopo di “convincere” i programmatori italiani a (almeno provare) lavorare all’estero per capire come dovrebbe essere pagato e trattato un ingegnere.

    Dateci un’occhiata se vi va: http://blog.matteoborgato.com/alla-ricerca-della-felicita/

  33. Sono pienamente d’accordo. Le aziende mettono annunci nel quale richiedono un programmatore con conoscenze impossibili da avere e richiedono che le hai già a 22 o 23…In qualsiasi altro lavoro tutte queste conoscenze le richiederebbero ha un 40 enne se non più..Oltre al fatto che usano poi questa scusa per dire, tu non hai tutte queste conoscenze impossibili da avere, bene ti assumo ma ti pago 900€ al mese..Praticamente ogni contratta prevedere almeno 6 mesi di lavoro a 900€ e poi si vede se ti teniamo..Ma 900€ sono tanti c’è chi offre 600€ o 500€ neanche in Romania prenderesti cosi poco e poi ti diamo 1000€ perchè anche se confronti con prima c’è un grande inalzamento di stipendio..Durante i colloqui pretendono che tu sei un super master, ti chiedono di avere mille conoscenze ma non ti parlano mai di soldi (come se lavorassi perchè ti piace cosi tanto…)…Se tu chiedi qualcosa ti dicono che sei uno scansafatiche perchè pensi ai soldi e poi una volta firmato il contratto ti dicono bene 700€ al mese per un anno..Quindi anche se hai 2 di esperienza, sei costretto a lavorare per una media di 700€ al mese per un anno e mezzo con la speranza forse di poter aumentare lo stipendio. In seguito i contratti sono sempre di 1 o 2 anni a progetto e quindi poi se hai famiglia ti puoi ritrovare da un momento all’altro senza lavoro…

  34. Scusate se faccio il bastian contrario ma sto cercando un programmatore anche senza esperienza se ha una laurea e non riesco a trovare nessuno!!!
    Metto l’annuncio e mi rispondono in tre due dei quali freelance che mi chiedono 250 Euro/gg, il restante non possiede metà delle qualità che descrive l’articolo.
    Ora o siete tutti sfortunati che non trovate titolari seri o lo sono io.
    Probabilmente viviamo in universi paralleli e questo forum permette la connessione tra i due mondi!!!!

    1. Anch’io sono nella stessa situazione, ma il problema riguarda la categoria fatta da persone normalmente autodidatte quindi molte volte hanno esperienze completamente diverse da quello che richiede un azienda.

  35. Il problema principale che in italia non c’è una categoria degli informatici , i contratti nazionali di lavoro li fanno per gli operai e i commessi , quindi un lavoro come sviluppatore è paragonato a un operaio o un commesso che vende mutande, (non per demigrare gli altri mestieri).Per i stipedi poi le aziende visto il mercato ti trattano male e chi va a prendere 1200/1300 si sente anche privileggiato quando in realta un barbiere guadagna molto di piu , o il semplice cameriere che ti porta la pizzetta a tavola durante la pausa pranza in nero prende 10€/ora e te non ci arrivi…allora basterebbe una settimana di sciopero di tutti gli informatici solo cosi capirebbero l’importanza del nostro lavoro , vedendo bancomat fermi , aerio porti in tilt , telefoni che non funzionano , comuper che sputano caratteri incomprensibbili e nessuno che dice a questa gente di non usare un lettore dvd come un porta bibite!!!

  36. Sono d’accordo solo in parte, perchè il problema è a monte, ossia la bassa cultura digitale, presente ora, e la poca attenzione alla formazione da parte di tutte le corporazioni, la verità è che chi scrive gli annunci non sa neanche di cosa parla, ma fa solo un grande miscuglio di cose riportate a pezzi. Ebbene è impensabile a breve far chiarezza nel settore, perchè le cose viaggiano troppo velocemente in fatto di nuovi linguaggi e conoscenze specifiche, il problema vero è che soppesare le competenze e di conseguenza definirne un salario, sproporzionerebbe gli stipendi con le altre professioni che richiedono meno aggiornamenti continui e minori difficoltà, quindi riconoscere le complessità di questo mestiere, svaluterebbe tutte le professioni. Impensabile attuare un adeguamento sul salario, ma forse bisognerebbe iniziare a svalutare gli stipendi di chi ha una bassa cultura digitale, e quindi nessuna competenza. Nei miei quindici anni di attività il gioco delle parti era che chiedessero competenze, ma poi valutavano chi fosse in grado con maggiore flessibilità imparare nuovi linguaggi ed essere sensibile ai trend del settore.

    1. curriCULUM…curricula è plurale….quel tipo di curricuLUM
      non so a competenze informatiche, ma a competenze linguistiche direi che questo articolo (che contiene qualche piccolo errore) ha dei commenti che sembrano in gran parte scritti da non italiani

  37. In Italia non vuole assumere nessuno solo e soltanto perché le tasse sono esagerate per chi deve assumere.

    In un mese se devo dare 2000€ ad un dipendente che in realtà al mese me ne costa 3800€ significa che la sua forza lavoro per potersi mantenere da sola mi deve fruttare almeno il triplo ovvero 11.400€ che sono da tassare. Solo la sua forza lavoro.

    Cose che sono mediamente raggiungibili sono se vendi prodotti online all’estero.

    QUINDI SE AVETE LE COMPETENZE…Non vi sfondate di problemi e crogiolamenti su chi non assume, prendere la vita in mano, apritevi una vostra partita IVA e giocate a fare gli imprenditori e non i dipendenti (non ho citato prima che a un dipendente gli devi dare anche la tredicesima e 25 giorni di ferie minimo).

    Iniziate a fare impresa e poi capite perché non si assume.

    1. Inizia ad aprire una partita IVA e poi vedi perché vorresti fare il dipendente.
      Non ti pagano. Fatturi, ci paghi le tasse e non ti pagano. E poi ti cacciano.

  38. purtroppo le aziende sono sottoposte ad un cappio fiscale inimmaginabile da chi non si trova a gestirle, questo purtroppo porta molte aziende al fallimento e di conseguenza anche i fornitori subiscono duri colpi , in primis per la perdita del cliente e successivamente per i debiti non pagati.

    1. Eh no!. Il livello di tassazione è ancora un problema secondario. Il problema N. 1 è la gratuità dell’istruzione di livello universitario.

  39. va beh… ma devi considerare che un programmatore in italia prende 80 euro al mese grazie al decreto del nostro illuminato primo ministro e non sono poche, dico che le prendono poiché in questo paesello il programmatore prende una vera miseria ma con quelle 80 euro al mese…. si può permettere di parare la tasse sui rifiuti senza troppe preoccupazioni.
    Concordo che debba conoscere un numero elevato di linguaggi e su un esperienza che debba essere per lo meno di 40-50 nel settore ma che abbia un età anagrafica non superiore ai 30 anni (massimo 35) il che può sembrare impossibile ma con i viaggi nel tempo anche questo paradosso può essere risolto.
    Infine eviterei di confrontare l’Italia con USA, Germany, Sisse & co. confrontiamoci invece con Angola, Albania, Bangladesh, …. Zimbabwe., è vero in questi paese la vita costa meno e un programmatore guadagna come da noi ma vuoi mettere, da noi ci sono i monumenti (che senza soldi non ti puoi neanche premettere di viaggiare e vederli) c’è il calcio c’è la pastasciutta, ci sono i politici migliori dell’intera via lattea.

  40. Signori Programmatori.
    La mia generazione ha compreso il problema dell’informatica italiana già 30 anni fa, discutendone fra noi. Quindi ho subito cambiato mestiere. Come potete vedere voi stessi, di programmatori anziani, salvo eccezioni su isole felici, non se ne trovano in Italia.
    La causa del problema è veramente molto semplice, ed è a parte le tasse, “L’ISTRUZIONE PUBBLICA GRATUITA” specialmente l’UNIVERSITA’.
    A causa di questo fatto, l’Italia è piena di programmatori morti di fame che accettano qualsiasi condizione svantaggiosa pur di lavorare (non solo lo stipendio). Mentre invece chi fa il programmatore dovrebbe essere nelle condizioni di poter rifiutare un impiego dove non solo ti pagano poco, ma ti mettono in condizioni pessime.
    Per esempio.
    Come programmatore devi poterti aggiornare regolarmente.
    Devi usare strumenti moderni, non computers vecchi di 10 anni.
    Non devi essere costretto a fare il lavoro di 20 programmatori.
    Non devi essere costretto a conoscere e usare 20 linguaggi diversi.
    Non devi usare e conoscere tecnologie giocattolo accessorie che spesso sono fuori mercato nel giro di 2 anni.
    Guardate gli annunci, chiedono la conoscenza di una serie di strumenti di sviluppo esotici difficili da adattare al tuo progetto e che dopo 2 anni sono già obsoleti.
    Non devi essere costretto a gestire 1000 versioni diverse del programma per 1000 clienti diversi. Si fa una versione unica e si personalizza in funzione delle esigenze del cliente nei limiti del possibile.
    Devi risolvere e gestire la manutenibilità del software.
    Non devi essere costretto a competere con gente che lavora gratis.
    Non devi dare tempi di sviluppo ultrabassi con la paura di essere rimpiazzato con un altro programmatore infingardo che fa il programma alla svelta ma poi non è manutenibile ed è da buttar via anche se funziona. Il padrone vede solo che il programma funziona ma non vede che è un groviglio di spaghetti ingestibile.
    Ecc. ecc. ecc.

  41. Buon giorno
    letti tutti i vostri post, forse 20 anni fa ho fatto bene a non proseguire nel campo della programmazione: vi spiego, forse con un po di romanticismo e banalità e mi scuserete, i motivi della mia affermazione.
    20 anni mi iscrissi a un istituto tecnico industriale indirizzo programmatori: ricordo che a ogni materia come per esempio matematica e statistica, puntualmente seguiva lo sviluppo di un programma nei vari laboratori: ricordo per dire il calcolo dell’area di un cerchio senza conoscere Pigreco, stimandolo usando uno dei tanti metodi ad esempio Monte Carlo (lento) ,o per creare un programma stile Derive per calcolare le derivate indefinite (tanto lavoro nello stabilire delle regole che l’utente doveva seguire per inserire la funziona di partenza e far capire al programma quale era la F(x) o la F(G(X)) ecc ecc..
    Insomma un buon programmatore credevo non doveva soltanto avere nel suo bagaglio culturale la conoscenza di uno o più linguaggi di programmazione,ma anche tante conoscenze in tanti campi diversi come per esempio la matematica, e anche una buona dose di fantasia e immaginazione: in fondo insegnare a una macchina con un linguaggio relativamente “povero” non paragonabile a quello umano a fare cose anche complesse richiede suppongo anche dover vedere le cose da tanti punti di vista, con una testa pronta anche a cambiare l’ordine precostituito di come si fanno le cose.. questo per trovare a volte strade originali.
    Negli annunci leggo un lungo elenco di strumenti e ci può anche stare, lo recepisco dalle Vostre.. il mondo è cambiato, ma ciò che più mi lascia perplesso è chi lavora in questo campo che si lamenta delle poche possibilità di avere sfide stimolanti,nuove.
    La mente di un programmatore, come l’ho sempre pensata io, ha bisogno di stimoli e di sfide…è una mente brillante che ha bisogno di ragionare, non di routine.
    Possibile che oggi il Vostro mestiere sia in genere così noioso?
    Un in bocca al lupo a tutti: io ammiro chi fa questa professione nelle difficoltà che avete descritto.

    1. A parte qualche eccezione (software grafici), gli applicativi non necessitano di grandi conoscenze matematiche. L’informatica non è ingegneria meccanica o fisica nucleare, è un’altra cosa.

      1. Dipende da cosa vuoi realizzare.
        Se vuoi fare il finocchio che sviluppa siti web, beh la matematica non ti serve.
        Ma prova a creare un motore fisico o grafico, oppure qualche algoritmo di generazione procedurale, o un software di musica…
        Vediamo se la matematica ti serve!

  42. ANDATE VIA DA QUESTO PAESE…USA CANADA UK EMIRATI ARABI PAGANO UNA FORTUNA MENTI PREPARATE E BRILLANTI. NON SENATE LA VOSTRA VITA IN ITALIA ANDATE VIA PRENDETE LA CITTADINANZA DEL PAESE ESTERO KE AVETE SCELTO E NON PAGATE NEANCHE PIÙ UN CENTESIMO DI SUDORE E DENARO PER QUESTO PAESE….

  43. Salve,

    ho trovato questo post in rete è datato ma non posso esimermi dal rispondere. Lavoro da anni nella IT alcuni dicono che sono smart mi sono arrivate offerte più o meno prestigiose dall’estero ma un pò per mia paura un pò per serie questioni familiari ho rifiutato..in futuro non so se rifiuterei. Questo post è del 2013. Dal 2013 ad oggi la situazione a mio modo di vedere non è cambiata anzi peggiorata. Ma il vero problema è che in Italia i manager (se poi davvero esistono figure manager) sono incompetenti e sopratutto hanno formazione ed esperienza pregressa al di fuori della ITC. Le aziende Italiane almeno il 95% non so altro che agenzie di lavoro, se vogliamo “specializzate” nella ricerca di personale ITC. Nella mia esperienza gli annunci non sono per un determinato progetto o per progetti di prodotti propri dell’azienda che offre ad un mercato, ma gli annunci sottintendono “ci servono persone” che manderemo da un “cliente” fai un primo colloquio con noi poi ti manderemo in giro a fare colloqui e tramite conoscenze e “magie” qualcuno delle aziende clienti ci cascherà che tu possa conoscere 80 tecnologie e per magia diventi Consulente. Ecco si arriva a non essere più un’informatico ma un Consulente altamente specializzato (ti vendono altamente specializzato anche se sei appena diplomato) da vendere a qualcuno. In tutto questo gli stipendi rimangono sempre bassi se si confrontano con gli stipendi ITC del mondo, la persona non crescerà mai professionalmente e l’Italia ci rimette seriamente in competenze e nella rincorsa all’innovazione. In pratica quasi tutti lavoriamo per agenzie di lavoro che hanno inventato il Consulente da vendere a qualcuno su cui guadagnare e lucrare. Il problema più grosso in questa storia è che l’80% degli informatici oramai si crede un consulente si crede esperto in 80000 tecnologie e si crede bravo, intanto se lavori con il mondo estero ti accorgi quanto siamo indietro 🙂

  44. Io smanettavo da autodidatta. Ho passato un test in Scozia per back-ender Ruby on Rails in una Digital Agency. Primo stipendio 23000 e training (duro). Secondo anno in Francia (C#, F#, MVVM, IoC, etc) sempre da neofita e con training. Stipendio 32000. Ragazzi… Andate via dall’Italia.

  45. Stò creando una startup e mi serve un programmatore veramente bravo da inserire come socio cofounder con il ruolo di CTO. Stiamo parlando di un’applicazione mobile nativa per ios e android che solo come MVP costa 150000 euro e sarà distribuita negli USA. Sono disposto a cedere il 10% della società senza chiederti un centesimo. In cambio voglio la tua competenza ed il tuo tempo al servizio del progetto, in particolare dovrai coordinare e seguire il team di sviluppo e collaborare con loro nella scrittura del codice. I finanziatori ci daranno 220000 euro in cambio del 20% della società…pertanto quel 10% che ti offro non sono certo briciole, soprattutto considerando che abbiamo intenzione di decuplicare il valore della società in 3 anni. Offro molto ma allo stesso tempo chiedo molto. Mi serve un vero fuoriclasse, con conoscenza dei principali linguaggi di programmazione, markup e scripting come xcode, java, HTML5, PHP, Javascript o altri linguaggi utilizzati oggi, e non nel paleolitico come quelli che insegnano a scuola. Inoltre per lo sviluppo dell’app saranno necessarie competenze in cifratura,sicurezza dei dati,realtà aumentata,riconoscimento biometrico,bluetooth,wifi,gps,grafica,chat,messaggistica istantanea,lingua inglese scritta e parlata. Più sei competente in uno o più di questi campi,più sarai utile al progetto. Rispondi a questo annuncio con una email e ti contatterò. Grazie

  46. Io ho appena fatto un colloquio, ma so che al massimo mi offriranno un tirocinio formativo con rimborso spese sui 200€ mensili… peccato che abbia già esperienza e con quei soldi non pago nemmeno il campus estivo dove dovrei mettere la bimba grande, figurarsi un nido per il piccolo…

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