Category Archives: Diary

Il mio prossimo progetto si chiama Soundboard.

Gli ultimi mesi del 2012 sono stati molti impegnativi per me. Ho ottenuto la laurea in Informatica presso l’Università di Messina (Ottobre) e adesso ho deciso di continuare gli studi in un’altra Università, precisamente alla Sapienza di Roma, dove vi è un corso di laurea d’eccellenza per quando riguarda il mio settore. Ho stilato il piano di studi, e per i prossimi due anni studierò per conseguire una laurea magistrale in Informatica (Computer Science) con indirizzo “Intelligenza Artificiale”. Wow..

Ed eccomi arrivato a Roma quindi, una città enorme, che ha risvegliato in me il mio lato da startupparo. Ho cominciato a studiare seriamente Objective-C e Cocoa (non ne ho mai avuto il tempo). Una settimana di studio dell’ambiente e ho iniziato a lavorare subito su diversi progetti, uno di essi è già online: Your Fortune Cookie (non ho ancora trovato il tempo di parlarne qui sul blog. La pagina ufficiale è qui). Objective-C è un linguaggio che trovo leggermente più ostico di Java (per non parlare di Python). Ad ogni modo fatta l’abitudine, il risultato è decisamente ottimo. Your Fortune Cookie nei primi 5 giorni ha raggiunto oltre 1000 download, una piccola soddisfazione, e continuerà a ricevere degli aggiornamenti.

Ho preso diversi libri con cui poter studiare il linguaggio e l’intero ambiente iOS in maniera più approfondita, sono ad un buon punto, e i prossimi progetti ne trarranno sicuramente beneficio.

Arrivato a Roma ho anche avuto la possibilità di conoscere Giovanni, UI Designer con cui sto collaborando alla realizzazione di alcune idee, che ha inoltre  disegnato la grafica di YFC. La sua pagina su Dribbble mostra meglio il suo talento.

Ad ogni modo, bando alle ciance, e torniamo al titolo di questo post. Subito dopo YFC, il prossimo progetto che vedrà la luce sarà “Soundboard”. Svelerò qualcosa in più strada facendo. Giovanni sta già lavorando alla veste grafica, vi aspetta un capolavoro di app sul vostro iPhone (e anche iPad questa volta).

Altro da dire? Si.. c’era un’app che avrebbe potuto rivoluzionare il mondo della scuola, ma a causa di alcuni competitor io e Giovanni abbiamo deciso che per adesso è meglio mettere da parte l’idea (solo da parte), per riprenderla successivamente. Non ha senso lanciare qualcosa di eccezionale, che finirà nel dimenticatoio dopo poco tempo.

Stay tuned e seguimi su… @pmusolino @codeido. Dimenticavo, Giovanni è anche su twitter.

Tonki: la prima cornice ecologica, che ti permette di esporre le tue foto, con semplicità.

Wehangit è una startup italiana, che (finalmente?) devia dal solito concetto che abbiamo in italia di startup, ovvero che tutto deve vorticare attorno al mondo della tecnologia. Wehangit propone qualcosa di nuovo e fresco, incentrato sulla stampa delle fotografie. Scegli l’immagine, la carichi sul sito, paghi solo 9,99€ (esclusa la spedizione), e qualche giorno dopo il corriere ti consegnerà un Tonki.

Che cos’è Tonki? Tonki è il primo quadretto ecologico, che si assembla da un unico foglio di cartone, completamente riciclabile.

Una cornice 19,5×19,5 cm, perfetta per rallegrare gli ambienti della casa o dell’ufficio con le fotografie della propria vita.

Vi verrà consegnato in una scatola di cartone (anch’essa riciclabile) contenente il Tonki e le istruzioni per montarlo. Giusto 2 minuti, ed è pronto da esporre, su un mobile, o appeso alla parete di casa. Personalmente le istruzioni allegate le ho trovate un po’ ostiche da capire, ma il video realizzato da Wehangit  su come “montare” il Tonki mi ha chiarito subito le idee.

Vi invito a supportare la startup, anche attraverso la campagna avviata su Starteed. Se effettuate una donazione più consistente di 9€, ricevete un forte risparmio sull’acquisto di più Tonki. Ad esempio con 20€ di donazione, ricevete 3 Tonki (quindi uno è in regalo).

Vi lascio alla galleria fotografia del mio quadretto Tonki, spero che anche voi possiate apprezzare l’ottima qualità di stampa (mi ha lasciato veramente di stucco). Cosa ne pensate?

No more country for old men: l’Italia del futuro.

L’Italia è vecchia. L’Italia è per vecchi. “A country for old men”. Non è questo che sentiamo dire sul nostro paese ultimamente? Ma perchè? Siamo forse diventati un paese con un alto tasso di anzianità demografica? Cosa ci rende così vecchi? Dell’aspetto sociale, quello che più ci ha resi “vecchiardi” agli occhi del mondo, è stata l’economia. Una economia che non è mai riuscita ad aggiornarsi, a migliorare, a rendere il nostro come un paese dove la disoccupazione non padroneggi le cronache quitidiane dei giornali, dove la parola “crisi” entri a fare parte delle conversazioni della gente.

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Influence Marketing: siamo sicuri che klout misuri l’influenza online?

Di sicuro in molti ne avranno già sentito parlare e magari qualcuno monitora già da tempo il proprio profilo ma cos’è klout e a cosa serve? Klout è una start-up di San Francesco che offre un servizio che consiste nella misurazione dell’influenza online degli utenti della rete. In pratica se sei presente su facebook o twitter, è molto probabile che klout abbia già creato un tuo profilo e aspetti solo che tu lo scopra. Il klout score viene calcolato grazie ad un complicato algoritmo al quale vengono apportati continui cambiamenti nella speranza di ottenere un giorno uno score estremamente accurato e i dati per l’analisi vengono ricavati da Facebook e da Twitter: la grandezza del network dell’utente, la qualità e quantità dei contenuti creati e il modo in cui le altre persone interagiscono  con questi.

Il famigerato klout score di recente ha acquistato sempre più importanza a cominciare dal caso dell’esperto di marketing Sam Fiorella al quale è stato rifiutato un posto da VP della sezione marketing di un’azienda canadese, per la quale era altamente qualificato, semplicemente perchè il suo klout score era troppo basso con un 35 contro il 67 del giovane senza esperienza assunto al suo posto. La storia di Sam ha a dir poco fatto scalpore, ma non è finita qui, le iniziative di marketing e gli eventi che tengono conto di klout crescono ogni giorno sempre di più: dagli sconti assegnati in base allo score, agli eventi fashion limitati ai partecipanti con uno klout score minimo di 40, alle  nuove strategie di marketing delle aziende che puntano ad instaurare relazioni con gli utenti considerati influenti su determinati topics e che possono vantare uno score klout alto.

È proprio in questi termini che si può intedere l’influence marketing, cioè una nuova branca di marketing tutta basata sul concetto di influencer, che in teoria si potrebbe definire come un esperto in un campo particolare (che sia un esperto di programmazione o una fashion addict), sempre aggiornato su trend e prospettive e quindi capace di influenzare decisioni all’interno della community che lo segue. Insomma l’influence marketing sarebbe l’insieme delle operazioni sui social media messe in atto dalle aziende per poter instaurare collaborazioni con gli influencer di loro interesse in modo da poter beneficiare della loro influenza.

Tuttavia secondo uno studio recente sembra che klout e gli altri servizi simili, non definiscano davvero in che modo gli utenti influenzino i loro networks, insomma klout non misura davvero l’influenza esercitata, quanto piuttosto la capacità di influenzare.  Insomma questi sofisticatissimi e complicatissimi algoritmi usati per misurare l’influenza non tengono conto in nessun modo della complessità e della natura delle relazioni interpersonali tra gli individui sui social media.

Di sicuro l’influenza è qualcosa di estremamente difficile da misurare: per anni esperti di comunicazione hanno cercato di misurarla collezionando solo insuccessi e oggi che grazie alla digitalizzazione delle comunicazioni l’influenza è statisticamente misurabile a forza di tweets, condivisioni, citazioni e likes, sebbene non sia perfetto, klout è un fenomeno da non trascurare.

 

Giovanna Avino web writer freelance della piattaforma di lavoro per freelance twago

Nyan twit: io ti twitto a te tu mi twuitti a me, ti ritwitto a te mi retwitti a me.

Sulle “note” del famosissimo Nyan Cat (una sorta di cantilena infinita), i Revenex Quote, satiri napoletani, hanno realizzato un omaggio al famoso social network Twitter chiamandolo “nyan twit”, sfornando un divertente jingle ipnotico, ideale da twittare ai proprio followers!

Ok, ora vado, io ti twitto a te tu mi twuitti a me io ti twitto a te tu mi twuitti a me io ti twitto a te tu mi twuitti a me io ti twitto a te tu mi twuitti a me io ti twitto a te tu mi twuitti a me io ti twitto a te tu mi twuitti a me io ti twitto a te tu mi twuitti a me io ti twitto a te tu mi twuitti a me io ti twitto a te tu mi twuitti a me io ti twitto a te tu mi twuitti a me io ti twitto a te tu mi twuitti a me io ti twitto a te tu mi twuitti a me io ti twitto a te tu mi twuitti a me.

100 years of Alan Turing, father of computer science.

Alan Turing, born a century ago this year, is best known for his wartime code-breaking and for inventing the ‘Turing machine’ – the concept at the heart of every computer today. But his legacy extends much further: he founded the field of artificial intelligence, proposed a theory of biological pattern formation and speculated about the limits of computation in physics. In this collection of features and opinion pieces, Nature celebrates the mind that, in a handful of papers over a tragically short lifetime, shaped many of the hottest fields in science today. [Nature]

 

La tecnologia militare USA è avanti anni luce rispetto a quella attuale: un drone zanzara preleva DNA e impianta RFID.

L’esercito americano ha svelato la sua ultimissima (divulgabile) tecnologia drone spia – già in produzione. Si tratta di un insetto drone controllabile a grande distanza e dotato di telecamera, microfono e siringa in grado di prelevare il DNA e non solo, in grado di iniettare dispositivi RFID di localizzazione con il dolore di una comune puntura di zanzara…
Se questo è ciò che viene mostrato deliberatamente al mondo, provate ad immaginare quale possa essere il livello tecnologico raggiunto dai militari, riguardante le nanotecnologie e non solo, tenuto nascosto al mondo intero… una zanzara da 18 milioni di euro.

 

Ecco alcune delle “nano meraviglie” d’assalto: 

NY Times: US Military Admits To Having Spy Drones As Small As Bugs:
http://blog.alexanderhiggins.com/2011/06/20/ny-times-military-admits-spy-drones-small-bugs-29701/
The New York Times
War Evolves With Drones, Some Tiny as Bugs
http://www.nytimes.com/2011/06/20/world/20drones.html?pagewanted=all

http://hi-caliber.blogspot.com/2012/06/insect-spy-drones-coming-near-you.html
Insect Spy Drones coming near you

More Pictures Of Drones http://www.nytimes.com/slideshow/2011/06/20/world/20110620-DRONES.html

Mini Insect Robocops: Engineers, Government Work on RC Insects
http://veritasradio.blogspot.com/2012/05/mini-insect-robocops-engineers.html

Military Mosquito Robots Collecting DNA Blood!
http://bit.ly/NDY3Vp

Experimental Vaccine Daily Blog
http://bit.ly/LrvFAV

Advanced Dragonfly-like Drones and Black Helicopters Spy on Illinois Citizen http://theintelhub.com/2012/02/15/advanced-dragonfly-like-drones-and-black-helicopters-spy-on-chicago-citizen/