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Vale la pena passare ad un VPS o ad un server dedicato?

Oggi parliamo di shared hosting (hosting condiviso), VPS (virtual private server) e server dedicati.

Se siete un blogger o anche un semplice webmaster, quasi sempre si inizia con un piano di hosting condiviso, al fine di risparmiare, sperando poi in una crescita successiva del sito. Ma cosa succede quando il sito inizia a crescere? Son “dolori”. Se il tuo business inizia a crescere, il piano di hosting dovrebbe seguire la vostra crescita. E’ tempo quindi di pensare ad aggiornare ad un VPS o ad un hosting dedicato.

Prima di prendere qualsiasi decisione, è importante capire quali sono le differente tra un virtual private server (VPS) e un hosting dedicato, in maniera tale che si possa scegliere l’opzione migliore per il proprio sito/portale/business.

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Passare da Aruba a Bluehost (in 1 semplice mossa)

da server a serverCi sono dei nomi che ci fanno rizzare i capelli solo leggendoli e sentendoli pronunciare. Nel mio caso, si tratta di un’azienda, che mi ha fatto perdere letteralmente il lume della ragione. Aruba! Quando sento il nome Aruba mi vengono subito i brividi! Sto parlando di quel servizio di “hosting” (se così vogliamo chiamarlo!) che inizialmente proponeva domini e hosting linux o windows a prezzi stracciati, e magari, 6-7 anni fa, i servizi che offriva erano pure buoni. Oggi su Aruba si trovano solo “servizi” alla deriva, a prezzi anche esorbitanti per ciò che offrono, per niente giustificati, che faranno imprecare non poco il malcapitato che purtroppo avrà sottoscritto un piano di hosting con loro.

Circa 7 anni fa, feci il malsano errore di sottoscrivere un hosting linux+dominio con loro. I primi anni mi trovai bene, il blog che ospitavo era sempre online e non avevo particolari problemi, tranne per il fatto che Aruba era l’unico hosting sul quale wordpress ogni tanto dava problemi. Gli aggiornamenti automatici? Impossibili da eseguire se non si modificava prima qualche permesso a qualche file o cartella sull’FTP. Vabbè, problemi di poco conto rispetto a quelli di cui sto per parlarvi.

In sostanza, dopo circa 5 anni, decido di cambiare hosting perché inizia a starmi stretto. I motivi sono tanti, e tutti di notevole importanza. Li elenco per punti:

– Il ridicolo spazio per il database che ti forniscono (100MB, a 7€ l’anno solo per avere il database MySQL). Avevo superato tale soglia e pagavo un’enormità!

– I disservizi continuavano ad aumentare. Un giorno la sala server andò a fuoco, e rimasi un intero giorno offline. Un’altra volta l’orario del server che ospitava il mio sito web cambiò, impedendo così a me e agli altri autori di programmare la pubblicazione degli articoli per oltre 3 settimane.

– Se volevo ospitare un altro dominio sul mio server, dovevo pagare anche un nuovo piano di hosting!

– L’assistenza è indecente! Ai centralini occorrono ore di attesa prima che risponda qualcuno, e il sistema per avere assistenza online funziona solo tramite ticket, il che significa che rispondono quando meglio gli aggrada. Se io faccio la richiesta oggi, è possibile che passino anche 1-2 giorni prima di una risposta. Qualche ora dopo se vi va bene!

– Non esiste un pannello (c-panel o simil) che permetta di amministrare come dio comanda il proprio spazio. L’unico accesso consentito è l’FTP. Niente SSH, nulla di nulla. Niente shell. Non si ha il controllo che sarebbe auspicabile avere.

Ebbene, i problemi più grossi arrivano durante il trasferimento del sito web! In 5 anni ho accumulato circa 20GB di dati sul server, ma Aruba (mortacci loro!) non offrono alcun sistema per il trasferimento/backup di tutto il contenuto del server. Contatto l’assistenza e dopo giorni e giorni di discussione con loro (sempre via ticket), si arriva alla conclusione che l’unico modo è farlo via FTP. Cioè spostare tutto il contenuto prima sul mio PC e successivamente caricare il tutto (20GB!) sul nuovo server, questo ovviamente senza effettuare durante le operazioni di spostamento nessun aggiornamento al sito.

All’epoca (due anni fa) quando tentai l’operazione non ce la feci, era assolutamente impossibile cercare di spostare tutto il contenuto con una semplice ADSL 7MB di Telecom Italia. Rinunciai e rimandai di anno in anno, fino a qualche giorno fa.

Il rinnovo dell’hosting si avvicinava nuovamente alla scadenza, e non volevo rinnovare il tutto per il secondo anno consecutivo, mentre loro continuavano a non garantirmi nulla e a non fornirmi alcun servizio di mia utilità. Persino le email che ormai tutti gli hosting forniscono gratuitamente (o quasi), loro se le facevano pagare care e amare.

Decido così di tentare a trasferire (per la 2° o 3° volta) tutto il contenuto del server, da Aruba a Bluehost, hosting che utilizzo con soddisfazione fin dal loro esordio sul mercato.

indiana jones change server

Contatto nuovamente l’assistenza Aruba, e per mia fortuna sembra essere cambiato qualcosa! No, non sono diventati più veloci, semplicemente adesso possono fornirti nel tuo spazio FTP un file backup-spazio.tgz con tutto il contenuto del server. QUALCUNO (DIO?) SIA LODATO!

Rimane un problema. Il file compresso, pesa comunque la bellezza di 6,95GB. Come lo trasferisco? Via FTP o FXP è impensabile, impiegherei dei giorni. L’unica soluzione, è utilizzare la shell SSH dell’ottimo Bluehost, e iniziare a smanettarci!

Ho passato dei giorni a cercare di copiare il file, in quanto Aruba mi chiudeva sempre la connessione. Alla fine, siccome non c’era speranza di copiarlo in una sola volta senza che il server mi buttasse fuori, ho trovato il modo.

La procedura è abbastanza semplice.

Anzitutto connettetevi in SSH al vostro account Bluehost.

Fatto ciò, spostatevi nella path all’interno del vostro server Bluehost dove volete che venga posizionato il file. Utilizzate “cd” (change directory).

Quindi utilizzate questo semplice comando:

wget -c –ftp-user=mio_username –ftp-password=mia_password ftp://ftp.miodominio.com/cartella/backup_spazio.tgz

Spiego brevemente l’intero comando.

wget è un comando molto potente di SSH che vi permette di scaricare un file all’interno dello path che avete impostato precedentemente.

-c indica di continuare a scaricare il file da dove aveva terminato l’ultima volta. Esempio: se avete un file da 1000bit e la connessione è caduta al bit 500, invocando nuovamente il comando il file tornerà ad essere scaricato partendo dal bit 501. Nel mio caso, siccome pesa molti GB il file e il server mi buttava continuamente fuori ogni GB scaricato, ho invocato l’intero comando sopra riportato circa 6 volte, fino al completamento del file.

–ftp-user=mio_username lo utilizzo per impostare i dati di login al server ftp, in questo caso l’username.

–ftp-password=mia_password come sopra, ma per la password.

infine passo l’indirizzo ftp del mio server comprensivo della directory dove si trova il file da scaricare.

Alla fine dell’operazione vi troverete sul server bluehost il file .tgz.

Come scompattare il suo contenuto?

Posizionatevi nella direcotory del file da scompattare, quindi digitate

-tar -zxvf backup_spazio.tgz

ce l'ho fatta

 

Il mio “piccolo” sfogo-guida termina qui. Se ti è stato utile o ti ha fatto piacere leggerlo, fammelo sapere in un commento.

E’ Sempre Più Importante Ottimizzare Le Immagini Nel Proprio Blog

Il consumo di banda sta diventando un problema sempre più comune, soprattutto per i siti web di grandi dimensioni che attraggono un rilevante numero di visitatori. Se vi siete trovati di fronte ad un sito che, di solito, si caricava facilmente e velocemente e che ora, invece, è molto lento probabilmente vi siete imbattuti in un caso di consumo della banda sino ai suoi limiti. La difficoltà di un browser a caricare una pagina potrebbe proprio dipendere da un problema relativo alla banda (del server), la quale deve sopportare un numero troppo elevato di richieste e di “carichi”.

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