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Uno sviluppatore per lavorare in Italia deve conoscere 10 linguaggi di programmazione (e aver vissuto 150 anni).

23:00 di martedì 19 Febbraio 2013, Kijiji (sito by eBay), un annuncio recita più o meno così:

Cercasi web developer, con padronanza della lingua inglese, disponibile a spostarsi, che conosca gli strumenti di sviluppo di applicazioni mobile quali Android e iOS, Objective-C, Java, Web Services, C#, HTML/HTML5, CSS, jQuery, Ajax, PHP, MySQL, la programmazione ad oggetti e i design patterns, la padronanza dei framework e CMS più diffusi (ndr: quali sarebbero i frameworks più diffusi? Esistono dei frameworks più diffusi? Se si per quale linguaggio?). Avranno la precedenza coloro che conosceranno anche Unity3D e le metodologie di sviluppo Agile.

Gradita anche la conoscenza di 3D Studio Max o Maya e dei software di grafica più comuni (Photoshop, Illustrator) e di animazione (Flash).

Quindi, adesso, lasciatemi parlare. Questi tipi molto seri, che nell’annuncio non inseriscono nemmeno il compenso annuale/mensile (tipico dell’Italia), pretendono che un comune mortale che mediamente vive 70 anni, possa conoscere oltre 6 linguaggi di programmazione (parlo di conoscere seriamente un linguaggio di programmazione, non dopo aver letto gli how to di una qualche guida presa in edicola col giornale), e che possibilmente abbia conoscenza di un po’ di tutto… è persino gradita la conoscenza di 3D Studio Max o Maya, software di grafica 3D molto complessi che non hanno niente a che vedere con un developer (o quasi). Praticamente non si capisce perché cerchino un web developer che sviluppi ad esempio per iOS e Android (ma qual è l’attinenza???) e che abbia conoscenze di grafica 3D e 2D, quasi a volerti dire, programmerai un po’ di tutto, farai tutto tu il lavoro e ti occuperai anche dell’aspetto grafico di qualsiasi cosa tu faccia. Forse è uno scherzo?

All’estero le aziende cercano personale sempre più specializzato, che sappia fare “una sola cosa”, ma bene, d’altro canto in Italia, sembra che le cose viaggino nel senso opposto. Sarà perché qui si ragiona così, si preferisce risparmiare a discapito della qualità del prodotto finale (un ingegnere informatico appena assunto qui prende appena 24000 euro l’anno se gli va bene, in USA, si parte da 80000-85000 dollari, che fanno 7000 dollari al mese, al cambio attuale 5229 euro). Un informatico con tutte le conoscenze sopra citate dovrebbe quantomeno essere remunerato 200.000€ l’anno.. almeno.

Partendo dal presupposto che penso di conoscere il settore di cui parlo (quello Informatico), credo che la situazione italiana sia veramente critica. Chi assume non sa che personale cerca, chi cerca lavoro non sa da chi farsi assumere. Solo le grandi aziende a volte lavorano come si dovrebbe (Reply, Google, IBM, Intel, etc..) e sanno chi e cosa cercano (ma ci sono le dovute eccezioni).

E il bello sapete qual è? Che di annunci così la rete ne è piena, stra-piena! Mi viene quindi da chiedermi: ma in Italia veramente vogliono che ti rompi la schiena per prendere una laurea, espandere il più possibile le tue conoscenze, per poi avere delle competenze estreme che nessun altro ha e dover lavorare una vita come ultima ruota del carro, con un salario da impiegato alla posta (con tutto il rispetto per gli impiegati postali)? Se qualcuno nell’edilizia cerca di risparmiare sul materiale, nel mondo italiano dell’informatica qualcuno cerca di risparmiare sulle menti… a condizioni veramente estreme. Ma cosa pretendono? Vogliono la moglie ubriaca e la botte piena?

Personalmente parlando, non mi svenderò al primo offerente, e invito tantissimi colleghi a fare altrettanto. Manca il lavoro in Italia? No, mancano i datori di lavoro “onesti” che ti offrono una carriera promettente, un ambiente di lavoro frizzante e le giuste ricompense. E’ anche vero che il governo italiano salassa gli imprenditori di tasse, e questo non favorisce le assunzioni……  ….ma questa è un’altra storia.