Tag Archives: startup

6 Consigli Per Promuovere La Tua App Prima Del Lancio

Una volta che ti sei deciso a lanciare un nuovo prodotto sul mercato è necessario promuovere la tua app. Il mercato difficilmente si accorgerà di te senza qualche opportuna tecnica di marketing. L’esposizione necessaria per la tua app può essere realizzata anche prima dell’uscita sullo store. Fai sapere alle persone della tua app, in anticipo.

Di seguito, elenco qualche suggerimento che ti tornerà sicuramente utile. Continue reading 6 Consigli Per Promuovere La Tua App Prima Del Lancio

Quanto Costa Sviluppare Un’App Mobile

Quando si parla di costi di un prodotto software, “vago” è il termine esatto da utilizzare. Nessuno può dire quanto tempo e denaro il progetto porterà via. Ad ogni modo, se stai pianificando di lanciare una startup, un’applicazione per presentare il tuo business, oppure un prodotto enterprise interno, o hai bisogno di un software per qualsiasi altro scopo commerciale, è necessario pianificare il tuo budget. Quindi vorrai sapere quanto costa sviluppare la tua applicazione mobile oppure il tuo sito web. Nessuno ti dirà esattamente quanto verrà a costare, ma dovrai cercare di avvicinarvi il più possibile al tuo budget.

Se hai un’idea, ma non hai alcuna esperienza sull’assunzione di persone che sviluppano software, questo percorso sarà particolarmente ostico, perché dovrai cercare i finanziamenti, ed è necessario stabilire delle scadenze, bisogna sapere quanto tempo è necessario per lo sviluppo, i costi per il marketing, e come quello che andrai a fare impatterà sul ROI.
Hai bisogno di sapere quando il prodotto sarà pronto, in maniera tale da programmare il lancio al momento giusto.

Continue reading Quanto Costa Sviluppare Un’App Mobile

Dall’eccellenza delle start up italiane arriva Fattura Sprint

Dedicato a professionisti e PMI, Fattura Sprint è il Software as a Service disponibile h24, 7 giorni su 7, che consente un notevole risparmio economico nella gestione della fatturazione

 Fattura Sprint è il servizio per la gestione della fatturazione online dedicato a professionisti e PMI che è stato premiato all’edizione 2012 di Cloud Seed by Seeweb, il contest organizzato dal cloud provider Seeweb e dedicato alle start-up che sfruttano al meglio le tecnologie cloud. L’iniziativa ha valutato oltre 100 progetti provenienti dalle start up italiane, premiando come secondo classificato, il team di Fattura Sprint composto da Alessandro Berbenni e Luigi Zanderighi.

Fattura Sprint è una facile ed immediata soluzione Cloud per la gestione online di tutto il ciclo di fatturazione. Particolarmente adatto a professionisti, società di servizi e attività di  e-commerce, Fattura Sprint permette alle aziende un notevole risparmio economico rispetto alle tradizionali soluzioni client/server o all’utilizzo di documenti e fogli di calcolo disordinati e complessi. Un semplice cruscotto consente di tenere sotto controllo lo stato delle fatture pagate o scadute e grazie alle funzioni di invio è possibile tracciare quando i diversi documenti vengo inviati ai clienti.

 

“Il primo embrione di Fattura Sprint è nato nel 2007, allora si chiamava invox ed era stato ideato per pochi nostri clienti – racconta Luigi Zanderighi– Dal 2010, anno in cui la prima beta è stata resa disponibile al pubblico, abbiamo abbracciato la filosofia alla “Consumerizzazione” degli applicativi business facendone un plus del nostro strumento: concretezza e semplicità d’uso pur mantenendo aderenza al quadro normativo italiano”.

Niente da installare sul computer poiché Fattura Sprint risiede su un server esterno, con tutti i vantaggi di riduzione dei costi di gestione dell’infrastruttura informatica. A Fattura Sprint si può accedere da qualsiasi PC o Tablet. I dati in cloud, sicuri e accessibili 24 ore su 24 da qualsiasi luogo e in mobilità, permettono un nuovo modo di gestire la contabilità condividendo con semplicità informazioni con il proprio commercialista, il quale potrà così operare in tempo reale sui vostri documenti contabili, verificandoli e integrandoli all’occorrenza. Gli aggiornamenti del software vengono aggiunti in tempo reale con  adeguamenti (anche di carattere normativo) sempre  disponibili in tempi brevissimi, senza ritardi o costi di spedizione.

Fattura Sprint offre, oltre alla semplice fatturazione, anche una piattaforma integrata di gestione progetti e reportistica utile per tutti gli studi o le aziende che gestiscono collaboratori a tempo o progetti su commessa come ad esempio in campo edilizio o nel terziario.

 

“In Italia, la maggior parte delle soluzioni concorrenti, ha trasportato la medesima usabilità desktop sul web senza sfruttare appieno ciò che le nuove tecnologie web offrono – afferma Alessandro Berbenni – Il nostro è un servizio per la gestione della fatturazione con backup e condivisione nel Cloud. Una delle cose che lo differenza dai concorrenti è proprio che Fattura Sprint permette la condivisione delle fatture fra il titolare della partita IVA, il Commercialista ed i fornitori/clienti. È una soluzione che unisce un servizio erogato online con l’archivio nel cloud e offre anche la possibilità di lavorare in mobilità con i tablet. Inoltre nel 2013 avrà una propria app dedicata alla gestione di spese e trasferte”.

 

“Stiamo valutando come investire il premio vinto, che sarà certamente impegnato in attività di marketing e nell’ulteriore sviluppo del software – conclude Luigi Zanderighi – Stiamo inoltre lavorando per offrire a breve servizi a valore aggiunto, come l’elaborazione dei dati contabili a distanza.”

Tonki: la prima cornice ecologica, che ti permette di esporre le tue foto, con semplicità.

Wehangit è una startup italiana, che (finalmente?) devia dal solito concetto che abbiamo in italia di startup, ovvero che tutto deve vorticare attorno al mondo della tecnologia. Wehangit propone qualcosa di nuovo e fresco, incentrato sulla stampa delle fotografie. Scegli l’immagine, la carichi sul sito, paghi solo 9,99€ (esclusa la spedizione), e qualche giorno dopo il corriere ti consegnerà un Tonki.

Che cos’è Tonki? Tonki è il primo quadretto ecologico, che si assembla da un unico foglio di cartone, completamente riciclabile.

Una cornice 19,5×19,5 cm, perfetta per rallegrare gli ambienti della casa o dell’ufficio con le fotografie della propria vita.

Vi verrà consegnato in una scatola di cartone (anch’essa riciclabile) contenente il Tonki e le istruzioni per montarlo. Giusto 2 minuti, ed è pronto da esporre, su un mobile, o appeso alla parete di casa. Personalmente le istruzioni allegate le ho trovate un po’ ostiche da capire, ma il video realizzato da Wehangit  su come “montare” il Tonki mi ha chiarito subito le idee.

Vi invito a supportare la startup, anche attraverso la campagna avviata su Starteed. Se effettuate una donazione più consistente di 9€, ricevete un forte risparmio sull’acquisto di più Tonki. Ad esempio con 20€ di donazione, ricevete 3 Tonki (quindi uno è in regalo).

Vi lascio alla galleria fotografia del mio quadretto Tonki, spero che anche voi possiate apprezzare l’ottima qualità di stampa (mi ha lasciato veramente di stucco). Cosa ne pensate?

Mark Cuban: uno startupper di successo ci dà qualche consiglio.

Mark Cuban è un imprenditore americano, diventato ricco, molto ricco grazie al suo immenso spirito di iniziativa. Lo ha dimostrato sin dai tempi dell’univeristà, quando per avere i soldi necessari per pagare la retta faceva compravendita di francobolli. Così, un po’ dal nulla, con la sola forza del suo ingegno.

Ha fondato la compagnia MicroSolutions e da lì solo successo, e ricchezza. Dopo averla venduta e avviato altre compagnie è diventato uno degli stratupper di riferimento nel panorama internazionale. È considerato un uomo intelligente, perchè è solo con la furbizia ed il suo spirito di iniziativa come detto che ha creato il suo impero. Oggi è il proprietario dei Dallas Mavericks e Presidente della rete televisa Hdnet.

Mark Cuban è uno stratupper, lo abbiamo detto, e in  quanto tale, ha deciso di condividere con noi le sue regole, i suoi consigli su come meglio avviare una stratup. Vediamoli insieme:

  1. Non dare avvio ad una compagnia, a meno che non sia qualcosa che ami e in cui credi fortemente. Deve essere la tua ossessione.
  2. Assumi personale che credi adorerà lavorare in quella compagnia.
  3. Se hai un piano di riserva, allora  non è una ossessione.
  4. Punta sulle vendite: la tua compagnia fa i suoi soldi vendendo e i soldi per una startup sono fondamentali.
  5. Cerca di individuare quali sono i tuoi punti di forza e punta su di essi.
  6. Una macchina per il caffè? No, grazie. Se i tuoi dipendenti vorrano un caffè, lo prenderanno a pausa pranzo, che è una buona occasione per uscire e fare due chiacchiere e quattro passi. Se i tuoi dipendenti hanno bisogno di caffè, qualcosa non va. Forse non sono abbastanza motivati.
  7. Open space. Lavorare in un open space è necessario per una startup. Se qualcuno dei vostri dipendenti chiede di avere un ufficio, diffidate.
  8. Fai quello che sai fare. Non soltanto tu, ma anche ai tuoi dipendenti. Ognuno sarà più bravo in qualcosa piuttosto che in qualcos’altro. Fategli fare quello che sa fare. È anche un risparmio di denaro per la vostra azienda.
  9. Mantieni l’organizzazione a un livello semplice: non creare troppi manager all’interno della tua compagnia. Manager che fanno riferimento ad altri manager trafsormeranno la tua compagnia in una struttura politica.
  10. Rendi il lavoro divertente per i tuoi dipendenti: se raggiungono un successo, una buona vendita, siate riconoscenti facendo qualcosa di carino per loro. Organizzate party, rendeteli motivati anche.
  11. Non fare spese inutili: una maglietta con logo non è una buona idea. I tuoi dipendenti difficilmente la indosseranno in giro e per te, farle stampere, sarà stato uno spreco di denaro.
  12. Non assumere una agenzia di PR esterna: fai da te le tue pubbliche relazioni. Sii la fonte dei tuoi contatti e collaboratori.

È chiaro che quelle di Mark Cuban sono linee guide basate sulle sue dirette esperienze, ma ci possiamo anche provare a fidare di uno che dal niente è diventato un miliardario, no?

Voi che ne pensate?

Roberta Martucci Schiavi web writer per twago, startup di Berlino.

Italia, Germania, Regno Unito: le start up a confronto.

“To start up” in inglese significa “iniziare”, “avviare”. Una start up è una azienda, una compagnia, un business che è appena avviato, che fonda la sua forza sull’intraprendenza di chi gli dà il calcio di inizio, sugli investitori disposti a finanziare le idee che stanno alla base del business che si desidera avviare  e sulle possibilità del mercato ovviamente. La realtà delle start up si sta imponendo sempre di più nella società di oggi: là dove accade in maniera più marcata, e là dove accade sì, ma costituisce ancora solo un sottostrato della struttura economica e sociale.

Dipende dove, quindi, non solo come e quando (la tempistica conta quando si tratta di dare avvio ad una nuova attività commerciale), ed è il dove più del resto a stabilire in qualche modo che direzione le start up prenderanno. Vediamo insieme l’esempio di tre nazioni, dove le start up stanno iniziando a prendere piede in misura diversa ma sempre maggiore rispetto a qualche anno fa, dove, insomma, si può iniziare a parlare di svolta nel modo di fare business.

L’Italia: 

L’Italia sta facendo i conti con una delle più profonde crisi economiche che il Bel Paese sta attraversando. E, in parte, è la stessa crisi ad influenzare la crescita e l’apparire di nuove stratup, e non per forza in negativo stavolta. Si profila all’orizzone una valida alternativa all’ambito posto fisso che tanto scarseggia: le startup, appunto. I giovani italiani si stanno aprendo al mondo della web economy e si inizia a delineare una nuova generazione: quella che si sradica dal territorio Italia e si apre al mondo interconnesso della rete, del social, quella che necessariamente deve imparare l’inglese, quella generazione insomma che si trova ad affacciarsi nel panorama lavorativo dei giorni d’oggi, completamente cambiato da come siamo sempre stati abituati a pensarlo. Un famoso startupper, Gianluca Dettori, ha affermato che “In fatto di venture capital siamo l’ultimo paese d’Europa, per ogni dollaro investito in Italia, la Svizzera ne investe 69, l’Olanda 62 e persino Portogallo e Grecia fanno meglio di noi”. Il venture capital è il segreto di ogni startup. Eppure da quella affermazione qualcosa è cambiato, muivendosi in direzione proficua per le startup: il Fondo Italia ha garantito 50 milioni di Euro per finanziare i venture capital. Una speranza, una spinta. Anche se ancora in molti sono convinti che in Italia le startup non prenderanno piede come, per esempio, hanno fatto America, perché non si vuole investire (o forse perché non c’è da investire?).  Si spera che con questi soldi stanziati si possa iniziare a crescere in una direzione più attuale, che è una valida alternativa per migliaia di giovani, oggi, e una possibilità concreta di porre nuove basi per una economia che, nel caso Italia, deve rialzarsi.

 

Il Regno Unito:

è di maggio la notizia che 82 milioni e mezzo di sterline sono state stanziate dal governo inglese per finanziare nuovi business. Un loan, un prestito, nel perfetto stile inglese, ai giovani tra i 18 e i 24 anni. Negli UK i giovani si affacciano prima nel panorama lavorativo, rispetto all’Italia. Non ci sono i nostri lunghi tempi universitari e il governo mette a disposizione questi prestiti sin dall’avvio della carriera universitaria, per garantire al giovane di avere una formazione sempre e comunque. È un modus operandi  che ha permesso all’Inghilterra di essere un paese con laureati giovani, quindi pieni di voglia di fare e molto più indipendenti nel pensare ed agire di come lo sono gli italiani. Un altro modo di pensare,  semplicemente. Il Primo Ministro Cameron ha affermato “Lo startup loan è una grande opportunità per i giovani, non solo per avere i fondi necessari per realizzare le loro idee ma anche per dare loro la fiducia di credere che sia possibile realizzarle, queste idee”. Dobbiamo aspettare almeno la fine dell’anno per avere un report su quanto efficace sia stato questo schema, per ora possiamo soltanto constatare che la tendenza nel Regno Unito è quella di essere pro start up e di garantire (come spesso succede in questo Paese) che i giovani abbiano almeno una possibilità basata poi sulla loro capacità o meno di riuscire.

 

La Germania:

Il caso della Germania, quando si parla di startup, fa capo al caso di Berlino, dove sono concentrate le idee, dove si poggia il fulcro del concetto stesso di startup. Berlino si è ripresa dalla caduta del Muro soprattutto perché si è voluta trasformare in una “città digitale”, e così gli investitori, unitamente alle avanguardie berlinesi e l’arrivo dell’era 2.0, hanno dato vita a quella che oggi è stata riconosciuta come “la capitale delle startup”. Berlino, appunto. La web economy è tutto a Berlino, ed è su questo assunto che possiamo basarci per capire quanto la capitale tedesca sia, oggi, la Mecca degli stratupper. La multiculturalità della città, il fatto che sia ancora considerabile un posto economico in cui vivere, lo spazio che è ancora in ricostruzione post-Muro, e gli investimenti delle venture capital, stanno facendo la differenza a Berlino. Si dice che in alcuni bar di Berlino abbiano preso forma le idee che stanno alla base delle startup di successo che caratterizzano questa città in questo senso. Berlino si sta trasformando sempre di più in un vero e proprio laboratorio dove sviluppare quelle idee all’avanguardia che spostano le basi su cui si tiene in piedi una società, come quelle economiche.

 

È il mondo intero che si apre alle startup, che su queste fonda l’economia del futuro. Nel caso dei tre paesi citati, bisogna ricercare motivi prettamente culturali che vanno ad incidere su come approcciare la nuova tendenza economica che si profila con il crescere delle startup. L’Italia che non cambia, vincolata sempre troppo al passato e a quei clichè che la fanno da padrone da noi, l’Inghilterra conservativa ma non troppo quando si tratta delle opportunità, abituata a dare ai propri cittadini più che a ricevere e Berlino che si riprende ancora da quel Muro che l’ha limitata così tanto in passato, che scalpita per affermarsi come prima capitale del mondo in qualcosa (qualsiasi cosa) forse in questo? Per ora, ci sta riuscendo.

Aspettiamo, e vediamo cosa succederà. I tempi corrono più veloci rispetto a prima, e tutto cambia in modo repentino e quasi inaspettato. Le startup diventeranno presto da fenomeno/tendenza a modello economico?

 

Roberta Martucci Schiavi, web writer freelance per twago Italia, startup di Berlino.

Da Stanford all’avvio di una Startup di successo: Instagram

Instagram è un’applicazione per iPhone (iTunes link, gratis) che consente di scattare foto e di condividerle facilmente anche nei nostri account di Twitter, FaceBook, Tumblr e Flickr. Il giorno del lancio sono state scaricate migliaia di copie dell’applicazione, ed ora è un successo plateale. L’idea è venuta a due studenti di Stanford, Systrom Kevin e Michael Krieger, co-fondatori di Instagram che in questo video hanno deciso di usare la loro esperienza come fondatori di una Startup. Systrom e Krieger condividono con noi molto sulle prime fasi del lancio di Instagram, e danno così degli utili consigli ad una platea piena di futuri imprenditori.